Pista ciclopedonale in viale Cappuccini Monta già la protesta

23 Dicembre 2017

All’indomani dell’annuncio del Comune parte una petizione «Attività commerciali e troppe auto: la strada non è adatta»

LANCIANO. No alla pista ciclabile di viale Cappuccini. Nemmeno il tempo di confermare che il progetto, su cui in effetti l’esecutivo guidato dal sindaco Mario Pupillo ha sempre creduto, sarà realizzato non appena saranno trovati gli adeguati spazi finanziari, che insorge già la polemica. Il modello di via Del Mare stenta ancora ad essere digerito e viene mal vista l’eventuale replica di una corsia a senso unico, delimitata da posteggi da un lato e da un cordolo dall’altro per separare il circuito ciclo pedonale dal tratto carrabile. Il progetto prevede due anelli, uno grande e uno piccolo. Il primo partirebbe dalla rotonda di Santa Chiara verso viale Cappuccini, dove dovrà essere adottato il senso unico; così come in viale Martiri VI Ottobre e in via Belvedere con direzione verso nord nel tratto compreso tra l’intersezione con viale Cappuccini e via Fagiani, e verso sud in viale Cappuccini. Ma residenti e commercianti sono già sul piede di guerra. La conformazione delle strade viene considerata non adatta a una pista ciclabile e il fatto che su entrambi i lati di viale Cappuccini insistano attività commerciali, studi medici, scuole, banche e numerosi condomini, non rende le cose facili. «Siamo favorevoli alla mobilità alternativa», intervengono i consiglieri di Nuova Lanciano Paolo Bomba e Angelo Palmieri annunciando iniziative per impedire di portare avanti il disegno, «ma i progetti devono essere ben studiati e calati nella realtà. I percorsi ciclopedonali dovrebbero essere lontani dalle arterie ad alta densità di traffico. Viale Cappuccini, anche grazie ad un cospicuo intervento messo in campo dall’allora amministrazione di centrodestra, non può e non sarà oggetto di sperimentazioni fantastiche di una maggioranza di governo che, dietro il paravento di mirabolanti concetti come “green city” o “smart city”, continua a portare avanti progetti assolutamente scollegati dalla realtà ma, soprattutto, dannosi per residenti e operatori economici». «Se deve essere replicato lo scempio di via Del Mare», si unisce al coro Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in azione, «è meglio fermarsi prima. La pista ciclabile è risultata fallimentare sotto ogni punto di vista, dalla predisposizione dei parcheggi fino ai sensi unici». Il movimento CasaPound annuncia l’avvio di una petizione tra i cittadini. «Molte vie secondarie come via Belvedere, già pericolosa per conformazione e danni causati dal dissesto idrogeologico», sottolinea il referente Marco Pasquini, «si troverebbero intasate e Lanciano non è una città adatta allo spostamento in bici: zone sconnesse, forti pendenze. Un chiaro esempio è il bike sharing, esperimento fallito per trascuratezza del Comune».
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