Pittore ucciso dal vicino di casa, l’udienza slitta a metà dicembre

6 Dicembre 2022

Chiesti e concessi dal giudice per le udienze preliminari i termini a difesa per l’imputato Petrosemolo II rinvio consentirà all’avvocato d’ufficio di studiare gli atti: è il sesto legale cambiato da febbraio

LANCIANO. Nove giorni per poter leggere gli atti, definire una linea difensiva, capire soprattutto se sarà o meno confermato. Il giudice per le udienze preliminari, Maria Rosaria Boncompagni, ha concesso i termini a difesa all’avvocato Domenico Cianfrone, nominato d’ufficio pochi giorni fa per rappresentare Amleto Petrosemolo, 71 anni, accusato dell’omicidio volontario, con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, di Francesco De Florio De Grandis, 72 anni, noto come Ciccillo, chitarrista, pittore e maestro della cartapesta. Delitto avvenuto lo scorso 13 febbraio. Udienza fissata al 14 dicembre. Presenti in aula ieri la moglie della vittima, Liliana e uno dei figli, Carmine. La famiglia tramite l’avvocato Fabio Palermo, ha depositato la costituzione di parte civile.
UDIENZA AL 14 DICEMBRENessuna decisione sulle sorti di Petrosemolo, se rinviarlo a giudizio in Corte di’assise o meno, ma concessione dei termini a difesa, da parte della giudice Boncompagni, all’avvocato Cianfrone che, nominato d’ufficio mercoledì scorso, nell’udienza di ieri ha ottenuto dei giorni per studiare gli atti del procedimento a carico di Petrosemolo. E in questi giorni, come la giudice ha spiegato a Petrosemolo, presente in aula, o nominerà un avvocato di fiducia, o dovrà confrontarsi con l’avvocato Cianfrone che è d'ufficio. Non una scelta facile per il 71enne ex commerciante visto che Cianfrone è il sesto avvocato con cui ha a che fare. Petrosemolo infatti ha mostrato diffidenza per i legali che devono confrontarsi con la pesante accusa formulata dal sostituto procuratore Serena Rossi di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione - è uscito di casa con due pistole semiautomatiche, munizioni e ha colpito De Grandis alle spalle - e dei futili motivi, per presunte condotte fastidiose di De Grandis nei suoi confronti.
L’OMICIDIOCome ricostruito dalla Procura sulla base delle indagini dei carabinieri di Lanciano, alle 7.50 del 13 febbraio De Grandis esce di casa, in via Cipollone, per prendere il bus e andare a messa nella cattedrale della Madonna del Ponte, a cui era molto devoto. Petrosemolo, vicino di pianerottolo, lo segue in strada, portando con sé due pistole semiautomatiche e delle munizioni, regolarmente detenute. A pochi passi da De Grandis, il 71enne esplode 13 colpi mirando alla schiena dell’artista che si accascia a terra dopo pochi metri colpito a morte da 4 proiettili. Fatale quello alla base del collo. L’omicida, fermato dai carabinieri e reo confesso, motiva il tragico gesto dicendo che la vittima spesso lo «infastidiva».
LA PARTE CIVILEE in aula con tanta forza e dolore nel cuore ci sono la moglie di De Grandis, Liliana, e Carmine uno dei tre figli. Una famiglia che aspetta giustizia, stretta attorno al suo legale, Fabio Palermo. «Il gup correttamente ha concesso i termini a difesa chiesti dal difensore e aggiornato l’udienza», commenta l’avvocato Palermo, «noi però abbiamo depositato l’atto di costituzione di parte civile perché vogliamo far parte del processo per cercare giustizia e provare a compensare uno stato d’animo devastato dai fatti di febbraio».
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