Pizzoferrato, 71 contagi Zona rossa per sette giorni

Da oggi non si entra e non si esce dal paese in cui è esploso un pericoloso focolaio Un abitante su tre è infetto. Costretti a casa gli operai Sevel. Attesa per i tamponi
PIZZOFERRATO. Da oggi e fino al 22 gennaio non si entra e non si esce dal paese. Pizzoferrato, come anticipato ieri dal Centro, è zona rossa. Il presidente della Regione Marco Marsilio, con l’ordinanza firmata ieri ha chiuso il comune che conta poco più di mille abitanti, dopo l’aumento esponenziale dei contagi in pochi giorni. Questi dal 7 al 14 gennaio sono passati da 4 a 42, 66 e 71, pari al 36% della popolazione tamponata. Alla base dei contagi ci sarebbero più cause; le feste natalizie in famiglia, gli spostamenti per lavoro, e, come ricostruito dai tracciamenti Asl, le riunioni fatte per l’uccisione del maiale. A suggerire alla Regione la necessità di imporre misure più stringenti al paese e fare gli screening di massa è stata la stessa Asl. E così l’ordinanza firmata da Marsilio è in realtà “doppia” perché chiude il comune e impone anche lo screening di massa che la Asl ha già avviato da lunedì. E infatti sono circa 400 le persone sottoposte a tampone. Test avviati dopo i primi contagi e tracciamenti che avevano rilevato come alla base della diffusione del virus ci fossero situazioni di convivialità, come le feste fatte dopo l’uccisione del maiale. La macellazione dei suini “in casa” è pratica diffusa nei paesi come Pizzoferrato, e porta a riunire più persone, anche di famiglie differenti, in un momento in cui invece bisogna mantenere le distanze. Il sindaco Palmerino Fagnilli, che ha anche firmato un’ordinanza per l’uccisione del maiale seguendo le norme anti Covid e che ieri è finito anche a La vita In diretta su RaiUno, ha precisato che molti contagi ci sono stati anche per via delle tante persone, circa 200, che ogni giorno si spostano verso valle per lavorare e studiare. Ad esempio solo in Sevel ci sono 62 lavoratori di Pizzoferrato che, a causa della zona rossa, sono finiti da ieri in cassa integrazione; lo saranno fino alle 5.45 del 23 gennaio. Con la zona rossa, la prima di quest’anno in Abruzzo, dunque non ci si potrà muovere dal paese, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di salute, debitamente certificate e con apposita autorizzazione rilasciata dal sindaco. Ci sono eccezioni, ad esempio per il personale sanitario, la Protezione civile, le forze dell’ordine. «C'è incertezza e preoccupazione tra i miei concittadini», dice Fagnilli, «la zona rossa arriva in un momento particolare a livello anche logistico per la presenza della neve. Bisogna abituarsi alle restrizioni anche se, in realtà, le abbiamo già sperimentate questa settimana visto che le scuole sono rimaste chiuse, e lo saranno fino al 22 a questo punto, sono rimasti aperti solo il supermercato, la ferramenta e l’edicola e gli spostamenti erano legati solo a motivi di lavoro. Andiamo avanti con gli screening che riprendono oggi e attendiamo, incrociando le dita, gli esiti dei 250 test fatti giovedì».

