Poca acqua, sindaco scrive alla Sasi

30 Ottobre 2018

Fioriti: «Troppi disagi per le attività commerciali, così non va»

TORNARECCIO . Continua, malgrado la stagione autunnale, l’emergenza idrica in diversi paesi, condizione che porta a un’esasperazione della popolazione e delle amministrazioni comunali. Il sindaco Remo Fioriti ha scritto una lettera al presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe. «Come lei ha avuto modo di verificare nella visita effettuata nel settembre del 2016, il nostro territorio e nello specifico il comune di Tornareccio, è ricco di acqua, di fontane e di serbatoi per il rifornimento idrico quotidiano, quali quelli di Cermegna, ex Cassa, San Giovanni, Acqua Chiara e Collecase. Ovviamente comprende» scrive Fioriti a Basterebbe «che rimane difficile per i miei concittadini accettare queste chiusure, se pur a ragion veduta poiché la situazione della portata delle sorgenti è nota a tutti)». Il sindaco ha suggerito a Basterebbe la possibilità di raccogliere e convogliare l’acqua che si perde in giro e la possibile creazione di un nuovo serbatoio-deposito che permetterebbe nei periodi di siccità di prevenire le fastidiose e disagevoli chiusure (in particolare, i serbatoi-depositi di San Giovanni e Acqua Chiara). «In merito alla interruzione quotidiana nel capoluogo di Tornareccio, considerate le numerose attività lì concentrate (negozi, bar, macelleria, farmacia, fornai, fiorai, caseifici, aziende apistiche, parrucchieri) appare evidente che tale interruzione, e in tale orario, comporta un disagio forte e incomprensibile». Fioriti chiede al presidente della Sasi di rivedere le modalità delle chiusure delle forniture idriche, con attenzione agli orari, procrastinando nella migliore delle ipotesi, le stesse dalle 21 alle 5. (m.d.n.)
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