Poche aree verdi adottate dai cittadini Regole da rifare

In tanti hanno fatto domanda ma l’iter è troppo complesso Di Martino (Pd): è un aiuto prezioso, vogliamo incentivarlo
LANCIANO. Sulla carta da sei anni è possibile adottare un’area verde in città o prendersi cura di un monumento e tenerlo pulito. Ma in pratica l’iter per l’adozione è talmente farraginoso che queste adozioni si contano sulle dita di una mano. In tempi di magra in cui il Comune fa fatica a curare il verde, spende molto per manutenerlo o è costretto a lasciarlo in secondo piano, affidare queste aree a privati cittadini, volontari e associazioni è una opportunità che viene poco sfruttata. In questi anni più di un’associazione si è fatta avanti.
Ad esempio quella di Sant’Egidio voleva occuparsi della Fonte di Civitanova, che ripulisce costantemente. Ha dovuto rinunciare a causa di un regolamento contorto, anche se continua a pulire la fonte antica per evitare che cada a pezzi. C’è anche chi voleva curare la Fonte del Borgo, il monumento ai Caduti, il parco di via Osento e quello di via Cipollone. Nessuno l’ha spuntata. Così giardini, parchi, aiuole restano in attesa di adozione, alcune aree sono abbandonate e in Comune salgono i costi di gestione del verde. «Stiamo cercando di migliorare il regolamento per le sponsorizzazioni che c’è dal 2012», dice Giulia Di Martino, consigliera del Pd che si sta occupando del verde, «l’amministrazione ha dato la possibilità a privati cittadini, enti, imprese, scuole, associazioni, circoli, commercianti e aziende di “adottare” uno spazio verde in città, posizionando al suo interno un cartello pubblicitario di sponsorizzazione, ma in pochi hanno fatto la domanda perché l’iter è complesso».
Tra i pochi c’è la fioraia vicino l’ospedale che cura l’aiuola che ha di fronte il negozio. «È un bell’esempio», riprende Di Martino, «ma devono essere molte di più le adozioni. Per questo con gli uffici stiamo predisponendo delle modifiche per fare più bandi e affidare le gestioni in modo più semplice, per sei mesi o un anno al massimo. Ogni progetto comunque deve essere vagliato e ci devono essere controlli affinché venga rispettato. È qui abbiamo delle difficoltà. Entro fine anno contiamo di poter migliorare l’iter e dare il via alle adozioni che sono una risorsa per il Comune, ma anche per i privati che se ne prendono cura». L’ultima richiesta di adozione arrivata in Comune è quella di Casapound per gestire il parco di via Osento, ma è stata respinta. «Sono venuti meno i presupposti per l’adozione», spiega il vicesindaco Giacinto Verna, «sarebbe stata concessa se il Comune non avesse comprato la pompa per la vasca dei pesci e non avesse fatto la pulizia dell’area. Ma la pompa è stata comprata (700 euro, ndc) e sarà montata a breve e la pulizia è stata già fatta. Abbiamo provveduto noi, solo per questo non è stata concessa l’area».
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