Poche ordinanze anti-botti «Senza divieti vendite legali»

31 Dicembre 2017

Nell’area frentana solo il Comune di Fossacesia proibisce i petardi fino al 7 gennaio Lanci: finalmente il nostro settore si rilancia con prodotti poco rumorosi e sicuri

LANCIANO. Ci sono Comuni come Fossacesia, Ortona e Pescara che emettono ordinanze per vietare i botti di fine anno. Altri, come San Vito, che invitano i cittadini a non dare disturbo alle persone e sofferenza agli animali con i fuochi di artificio. E altri ancora, come Lanciano, che si affidano al buonsenso dei cittadini, soprattutto per evitare l’uso di botti illegali che provocano solo danni. Dopo due anni di ordinanze e controlli serrati, la maggior parte dei Comuni frentani ha scelto di lasciare liberi i cittadini di accendere vulcani, stelline, fontanine e fuochi colorati per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Pochi enti hanno continuato ad emanare ordinanze. Tra questi c’è Fossacesia. Il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha firmato l’ordinanza che vieta i botti e di incendiare materiale esplodente nelle aree pubbliche fino al 7 gennaio. Nell’ordinanza il primo cittadino invita, poi, tutti a «tenere comportamenti appropriati anche nelle aree private, per non nuocere anche alla salute degli animali domestici, che possibilmente non vanno lasciati soli». L’inosservanza del provvedimento prevede anche una sanzione amministrativa che va un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro. A San Vito, invece, l’amministrazione ha affisso un avviso pubblico in cui si «invita la popolazione a non far uso di petardi botti e prodotti affini durante le festività di fine anno, in particolare la sera del 31 dicembre, onde evitare di arrecare disturbo alle persone e sofferenza agli animali». A Lanciano, Treglio, Castel Frentano e nell’entroterra non ci sono ordinanze né avvisi pubblici. «Dopo anni di provvedimenti restrittivi il settore respira», dice Marco Lanci della Lanci Fireworks, che da quattro generazioni si occupa di fuochi pirotecnici, «registro un +7% di vendite di fuochi che rispettano da sempre i requisiti richiesti dalle norme europee. Le ordinanze, i divieti, hanno fatto male al settore, che era in ginocchio, e favorito la diffusione di botti illegali che sono dannosi, pericolosi, rumorosi e vanno contrastati. I fuochi “legali”, invece, devono superare test sul livello acustico e sulla sicurezza molto rigidi. Ci sono verifiche su decibel, altezze, spazi». E la scelta è ampia, assieme ai costi. «Si va da 1-2 euro per una fontanella», dice Lanci che a Capodanno incendierà i fuochi a Bolzano, «ai 50 euro del finale 100 colpi che provoca un rumore massimo di 120 decibel. I petardi, dannosi e rumorosi, non li vendiamo. Inoltre ricordiamo a tutti di indirizzare i “botti” in aria, mai verso balconi, bidoni o auto e soprattutto di evitare di farli manipolare ai bambini».
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