Pochi agenti nel carcere «Così non si può lavorare»

Vasto. Visita del segretario del Sappe, Capece, alla struttura di Torre Sinello «Vicini ai colleghi impegnati in un impianto sovraffollato e con poche risorse»
VASTO. «Il carcere di Torre Sinello ha bisogno di aiuto». L’appello arriva da Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato della polizia penitenziaria. Al termine della sua visita di ieri nella Casa lavoro vastese, il sindacalista non ha nascosto la propria preoccupazione per quello che accade nella struttura. Organico e gestione sono, a parere del sindacalista, da rivedere al più presto. Ottantuno agenti di polizia penitenziaria non possono assolvere ai compiti che dovrebbero essere caricati su 100 unità. Capece ha chiesto e ottenuto una visita la settimana prossima del dirigente della macroregione Lazio-Abruzzo- Molise, Carmelo Cantone, per capire cosa stia accadendo a Torre Sinello .
«Il carcere di Vasto», ricorda Capere, «è una struttura particolare. Nel primo semestre dello scorso anno si sono contati 19 atti di autolesionismo, 2 tentati suicidi, 4 colluttazioni, 2 ferimenti e 4 mancati rientri da licenze». Ieri mattina il segretario generale del Sappe, accompagnato dal segretario regionale Giuseppe Ninu, ha visitato il penitenziario e le pertinenze. «La mia visita», dice Capece, «vuole essere soprattutto un segnale di vicinanza ai colleghi che operano nella Casa lavoro. Altro obiettivo è rilanciare la denuncia per i problemi legati al sovraffollamento e alla mancanza di risorse per far funzionare meglio Torre Sinello. I problemi di questo istituto non possono più essere sottovalutati», dice Capece. «L’organico va potenziato. Torre Sinello è troppo lontana da Roma e molte problematiche sfuggono, ma è arrivato il momento di intervenire».
Vasto è un carcere che ospita 156 detenuti: 9 sono imputati in attesa di giudizio, 31 già condannati. Gli internati sono 116. «È necessario rilanciare la denuncia per i problemi legati al sovraffollamento e alla mancanza di risorse per far funzionare meglio questo istituto penitenziario». Capece ha avuto parole di plauso per gli agenti che lavorano a Vasto: «Nonostante tutti i problemi», ha rimarcato, «loro svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, in un contesto assai complicato. Va garantita la tutela dei detenuti ma anche del personale di polizia penitenziaria che all’interno vi opera».
Il Sappe punta il dito contro una situazione che per i sindacati sarebbe ormai diventata insostenibile. Secondo il sindacato, a Vasto la carenza di personale impone il ricorso a straordinari e la carenza di ispettori e sovrintendenti non è un problema da ignorare. Il Sappe annuncia un’azione vigile e ad oltranza tesa a tutelare il personale in servizio. (p.c)
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