Pochi alunni iscritti, salta la prima media

Vacri, i ragazzi dovranno andare a scuola in altri comuni. Ma genitori e sindaco non ci stanno
VACRI. Una classe soppressa, 13 famiglie allo sbando e il sindaco medita le proprie dimissioni! Per l’11 settembre si sono dati appuntamento in via D’Annunzio, davanti ai cancelli delle scuole, i genitori degli alunni della prima media. Poi alle 8,15, al suono della prima campanella, invece di salutare i propri figli e auspicare un buon anno scolastico, papà, mamme e figli resteranno fuori: sarà questo l’inizio della protesta. Non ci stanno al fatto che i ragazzi e le ragazze della prima media non potranno più frequentare a Vacri, ma andare altrove. È tutta questione di numeri: gli alunni iscritti alla prima media sono 13, ma il numero minimo richiesto dal Ministero è 18. Eppure il sindaco Piergiuseppe Mammarella e i genitori si sono dati da fare perché inizialmente i ragazzi iscritti erano otto, poi si sono aggiunti altri cinque dai paesi limitrofi. Ieri però, dall’Ufficio scolastico provinciale è arrivata una laconica comunicazione: non ci sono 18 iscritti, niente prima media in paese. Vacri fa parte, insieme a Villamagna, dell’Istituto comprensivo di Bucchianico. Da una sommaria indagine le scuole di Bucchianico sono piene, così come quelle di Fara Filiorum Petri e Rapino; qualche posto ci sarebbe a Miglianico e in qualche altro comune. I tredici ragazzi saranno divisi, questa è la soluzione. Ma i genitori e il sindaco non ci stanno. «Non si può, a sei giorni dall’apertura delle scuole, essere trattati come numeri o pacchi postali. Ci opporremo a questa decisione», dice Nives, la mamma di un bambino di prima media. Anche lei, come gli altri genitori, ancora non sa dove mandare il proprio figlio a scuola.
Il sindaco Mammarella ha ospitato in casa sua, ieri pomeriggio, una delegazione di genitori. «Stiamo decidendo quali azioni intraprendere. Certo che, se la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale non sarà revocata, per noi a Vacri è una doppia beffa». Il sindaco si riferisce al fatto che il plesso scolastico del paese è stato interessato da lavori di messa in sicurezza sismica.
«È diventato uno dei più sicuri in una Regione nella quale ben nove istituti su dieci sono vulnerabili. Sulla nostra scuola è stato speso quasi un milione di euro. Ecco, questo è l’assurdo», rimarca Mammarella, «mettiamo in sicurezza la scuola, investiamo soldi e siamo costretti a mandare i nostri ragazzi in altri paesi». Lunedì gli alunni saranno davanti ai cancelli della scuola a Vacri, vedranno i loro amici entrare e loro resteranno fuori. L’amministrazione comunale, per prendere decisioni in merito, ha convocato un consiglio comunale straordinario per domani alle 19,30.
Matteo Del Nobile
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