Pochi infermieri e sale operatorie I sindaci: «Quadro preoccupante»

Alla riunione dei primi cittadini partecipano anche il rettore Stuppia e sette primari del policlinico C’è un duro attacco al manager Schael: «Non ha risposto alle richieste dei direttori di dipartimento»
CHIETI. Appena due sale operatorie aperte a Chieti, a fronte delle 11 attive ogni giorno a Pescara, e carenza di infermieri per sopperire alle richieste nei diversi reparti del Santissima Annunziata. A lanciare l’allarme e a rilanciare la necessità di una riorganizzazione della sanità, ieri durante la riunione del comitato ristretto dei sindaci, sono gli stessi direttori di dipartimento dell’ospedale teatino.
Le criticità sono state sollevate dai setti primari Umberto Benedetto (Cardiochirurgia), Roberto Buda (Ortopedia e Traumatologia), Adelchi Croce (Ororinolaringoiatria), Massimo Caulo (Diagnostica per immagini), Salvatore Maurizio (Anestesia e Rianimazione), Felice Mucilli (Dipartimento chirurgico) e Luigi Schips (Urologia) che già nel maggio scorso avevano scritto una lunga lettera lamentando l’aumento delle liste d’attesa nella Asl Lanciano Vasto Chieti, ritardi diagnostici e terapeutici di malattie gravi e una serie di disservizi ulteriori. Ad assistere all’incontro anche il direttore generale della Asl Thomas Schael che, tuttavia, «ha voluto partecipare da semplice auditore senza voler interloquire con gli stessi in merito alle problematiche da loro sollevate nella lettera del maggio scorso e per le quali i sindaci del comitato ristretto avevano chiesto, da tempo, la loro audizione», riferiscono i sindaci Diego Ferrara, Giulio Borrelli, Francesco Menna, Massimo Tiberini e Leo Castiglione, lamentando la «totale mancanza di rispetto e una totale assenza di condivisione».
«Ci siamo fatti portavoce dei direttori di dipartimento affinché venissero ascoltati nel corso del comitato ristretto dei sindaci dinanzi al direttore Schael», spiegano gli amministratori, «così non è stato per colpa di un direttore che ha negato il dialogo e ha deciso di chiudere le porte non ai sindaci, ma ai sette direttori di dipartimento». «Vederli oggi», proseguono, «sollevare problematiche e punti di vista senza ricevere nessuna risposta del direttore Schael, presente solo come auditore, è stato davvero un brutto “spettacolo”. Questo modo di agire è lontano dai principi di condivisione, di ascolto, di risoluzione dei problemi e di apertura al dialogo e al confronto che appartengono alla dialettica istituzionale». In riferimento al «quadro drammatico e preoccupante» della realtà sanitaria teatina e alle tante situazioni denunciate dagli specialisti, i sindaci riferiscono in una nota congiunta che il rettore della d’Annunzio Liborio Stuppia «ha sottolineato che, procedendo di questo passo, nel 2027 l’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) potrebbe far chiudere l’università di Chieti».
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