Pochi infermieri in organico Pronto soccorso al collasso

LANCIANO. «Il pronto soccorso scoppia, mancano infermieri e quelli in servizio sono allo stremo». È la denuncia del sindacato Nursing Up, dopo le lamentele raccolte non solo da parte dei propri...
LANCIANO. «Il pronto soccorso scoppia, mancano infermieri e quelli in servizio sono allo stremo». È la denuncia del sindacato Nursing Up, dopo le lamentele raccolte non solo da parte dei propri iscritti. Che machi il personale all’ospedale Renzetti è cosa nota, ma il problema si acuisce in alcuni reparti. Uno di questi è il pronto soccorso, dove si lavora a ritmi incessanti e anche in spazi angusti visti i lavori ancora in corso nell’unità.
«La carenza di personale, soprattutto infermieristico è stata segnalata da tempo», sottolineano Patrizia Bianchi e Francesco Taglieri, rappresentati regionali del sindacato, «ma ora è diventata ancora più pesante. Alla luce dei dati appena pubblicati sulla mole di lavoro dei pronto soccorso nei vari presidi e sul personale impiegato, a Lanciano notiamo una disparità ancora più netta. E lo dicono i numeri. Al pronto soccorso di Teramo ci sono16 medici, 28 infermieri, 12 ausiliari e personale dedicato esclusivamente al 118 per 40mila prestazioni all’anno. Nel pronto soccorso di Lanciano, invece, sono in servizio 16 medici, 21 infermieri che coprono sia il pronto soccorso che il 118, sette ausiliari e un operatore socio sanitario a turno fornito da una ditta esterna, per circa 43.500 prestazioni annue. I conti, è evidente, non tornano».
Dove c’è meno personale si eseguono più prestazioni. A Lanciano, vista la carenza di infermieri, che sono oggi professionisti sanitari, si rischia anche di mandare in crisi il reparto oltre che far scendere la qualità dell’assistenza. «Gli infermieri volano da una sala all’altra», evidenzia Taglieri, «passano da un utente all’altro senza neanche poterlo seguire. E così il rischio dell’errore è dietro l’angolo e la qualità dell’assistenza viene meno. Non capiamo poi perché ci debbano essere delle “discriminazioni” nella stessa Regione. A Teramo 28 infermieri per 40mila prestazioni, a Lanciano 21 infermieri, se va bene, per 43.500. Il personale è esausto e rischia anche di incappare nella sindrome da burnout , un processo che colpisce le persone con carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere». «Carichi eccessivi visto che neanche il riposo di undici ore tra un turno e l’altro, sancito da una legge europea, viene garantito a Lanciano», aggiunge Bianchi, «dove si fanno anche doppi turni di lavoro. La Regione deve tagliare le spese? Non lo faccia tagliando il personale già esiguo».
Teresa Di Rocco
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