Politica e sport solidali coi lavoratori Honeywell

10 Novembre 2017

ATESSA. Non si arresta l’ondata di solidarietà nei confronti della Honeywell, la fabbrica dei turbo ad Atessa i cui 420 dipendenti scioperano ad oltranza da oltre 50 giorni per contestare la...

ATESSA. Non si arresta l’ondata di solidarietà nei confronti della Honeywell, la fabbrica dei turbo ad Atessa i cui 420 dipendenti scioperano ad oltranza da oltre 50 giorni per contestare la possibile chiusura e delocalizzazione dello stabilimento. Ieri ha raggiunto il presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica anche una squadra di calcio, la Amatori calcio Tornareccio composta, tra gli altri, dal presidente Sergio Totaro, dai vice presidenti Americo Pili e Giacomo Iannone, dal tesoriere Manuel Pili e dal segretario Romeo Mantenuto. La società, nata con l’intento di promuovere lo sport come momento di aggregazione e sostegno sociale, si interessa anche ai problemi del territorio. Nella vertenza Honeywell, inoltre, sono coinvolti componenti dell’associazione: di qui la scelta di donare ai dipendenti prodotti enogastronomici. Intanto, dopo il circolo lancianese, anche il Pd della provincia di Chieti ha promosso una raccolta fondi per i dipendenti in sciopero. «Essere accanto a loro in questo momento», dice il segretario Gianni Cordisco, «significa facilitare il dialogo con le istituzioni locali e nazionali per trovare soluzioni utili a evitare la chiusura dello stabilimento. Abbiamo portato la vertenza all’attenzione del Governo nazionale e regionale, ma vogliamo impegnarci anche promuovendo una raccolta fondi che possa dare un aiuto concreto e immediato ai dipendenti e alle loro famiglie rimaste senza reddito». Critico su queste scelte il gruppo consiliare di Nuova Lanciano. «Seguiamo con viva preoccupazione le sorti di questa battaglia», affermano i consiglieri comunali Paolo Bomba e Angelo Palmieri, «ma non sarà un piccolo contributo come quello del Pd, largamente pubblicizzato per fini di propaganda, a risolvere la situazione. Il Pd dimostri piuttosto coi fatti che la tanto sbandierata filiera Comune-Provincia-Regione-Governo ha un senso quando può trovare una soluzione ai problemi della gente, altrimenti cambi registro e faccia il mea culpa sulla -inesistente- politica di governo di un territorio lasciato sempre più all’abbandono». (d.d.l.)
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