Pomponi, addio stadio Rottura con Di Primio

Il patron del Chieti getta la spugna: «Non andrò all’incontro di domani» Il sindaco gli ribatte: «Se vuole l’Angelini faccia i fatti non le polemiche»
CHIETI. Adesso è rottura. Giorgio Pomponi getta la spugna e rinuncia alla gestione dello stadio Angelini. La partita la chiude lo stesso patron della Chieti Calcio che rifiuta l'invito del sindaco Umberto Di Primio a partecipare alla riunione di domani in Comune. Pomponi chiude la porta a ogni tentativo di dialogo e si dice disponibile a pagare le tariffe comunali per usufruire dello stadio. «Siamo costretti a rinunciare ufficialmente alla convenzione per l'utilizzo dell'Angelini», fa sapere l'imprenditore romano in tarda mattinata. «La conferenza stampa congiunta di venerdì scorso sembrava aver chiarito ogni punto, ma evidentemente devo pensare che si sia trattato solo di un pretesto per non far giocare la gara Chieti-Giulianova a Ortona. Questa società è intenzionata a fare calcio e non a prestarsi ai giochi politici. Preso atto del fatto che le carte in tavola sono cambiate ancora una volta, rinunciamo alla convenzione». La rinuncia arriva il giorno dopo le dichiarazioni del sindaco che aveva chiesto a Pomponi il pagamento dei debiti pregressi che la Chieti Calcio ha verso il Comune e una descrizione dettagliata dei lavori che la società intende realizzare nell'impianto sportivo. «Quello dei debiti pregressi che la società ha a favore del Comune è un aspetto che non è stato mai oggetto di discussione», spiega Pomponi, «considerando che da tre anni la Chieti Calcio si è fatta carico di lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria del manto erboso. Inoltre, la società ha curato a proprie spese la pulizia degli spogliatoi ed è intervenuta per risolvere i problemi dovuti alla rottura dell'impianto idrico e all'allagamento del sottopasso degli spogliatoi. Si tratta di spese stimate per diverse migliaia di euro che sarebbero toccate al Comune, che così ha usufruito dello sgravio di un onere ingente». L'altro nocciolo della questione, quello che divide le parti, è relativo ai lavori che la società vuole realizzare. «Abbiamo consegnato all'assessore alle finanze Luise tutta la documentazione redatta dall'ingegnere Davide Cesarini, che finora non era stata mai oggetto di contestazione da parte di nessuno. Non accetto questi giochetti politici». In serata è arrivata la replica di Di Primio, che ha chiesto a Pomponi di fare fatti e non chiacchiere. «Sembra proprio che la Chieti Calcio e Pomponi abbiano più voglia di polemizzare piuttosto che di avere in concessione lo stadio che, proprio a riguardo, presenta una documentazione carente e per questo inaccettabile», spiega il sindaco. «Se veramente la Chieti Calcio ha intenzione di prendere in concessione lo stadio Angelini, effettuando lavori per oltre un milione di euro, lavoriamo insieme su leggi e regolamenti vigenti e troviamo i modi e i termini perché possa stipularsi un contratto che da un lato tuteli e garantisca il bene pubblico e dall’altro soddisfi le aspettative della società. Aspetto Pomponi giovedì in Comune per parlare e definire le modalità di concessione dell’impianto. Sono certo che alla riunione il patron porterà con se un tecnico che sappia rimetterci qualcosa in più di uno schizzo fatto a mano libera della copertura della curva Volpi. Occorre un vero e proprio progetto, almeno uno studio di fattibilità, validabile dagli uffici comunali, considerato che l’Angelini è un bene pubblico. Mi aspetto, dunque, non più comunicati, ma progetti e proposte da discutere insieme giovedì».
Ma Pomponi non si presenterà alla riunione. Tra il patron e Di Primio è calato il grande gelo. La partita è chiusa: l'imprenditore romano si è ritirato.

