Ponte chiuso malgrado l’ultimatum

17 Settembre 2017

Ortona. Scade la diffida del Comune all’Anas. Il sindaco: vicenda inaccettabile

ORTONA. La diffida è stata fatta, l’ultimatum sta ormai per scadere, ma il ponte sulla statale 16 resta chiuso. Dopo il provvedimento preso dal Comune di Ortona nei confronti della società Anas-Compartimento Abruzzo per la consegna del cavalcavia ricostruito che attraversa l’Adriatica all’altezza del km 466+100 e collega la zona del territorio comunale tra contrada San Pietro e Madonna delle Vasche, tutto per il momento è rimasto invariato. Nemmeno questa forte presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale sembra aver sortito l’effetto sperato. L’infrastruttura viaria era stata danneggiata a seguito del passaggio di un automezzo pesante e la viabilità su questa zona del territorio comunale era stata interrotta nel 2009. Dopo diverso tempo l’Anas avviava la procedura d’appalto per i lavori di ricostruzione del cavalcavia che si concludevano con la fase di collaudo dello scorso 10 marzo. A inizio aprile il Comune ha richiesto la consegna dell’infrastruttura ma l’appuntamento del 26 aprile con l’allora commissario straordinario del Comune di Ortona, Domenica Calabrese, e il dirigente dell’ufficio tecnico, Mariella Colaiezzi, non produceva nessun atto di riconsegna, soprattutto perché nel verbale di passaggio già compilato e pronto per la sottoscrizione, l’Anas faceva riferimento citando l’articolo 4 D.p.r. 16 dicembre 1992 n.495, a un passaggio di proprietà dell’infrastruttura al Comune stesso.
L’allora amministrazione comunale si rifiutava di sottoscrivere il verbale, «perché la normativa citata prevede l’opportunità di trasferimento tra enti solo in caso di “variazioni di itinerario o per varianti alle strade”. Nel caso specifico invece si tratta di semplice “ripristino” di un manufatto preesistente e dunque non si giustifica un passaggio di proprietà del cavalcavia dal patrimonio dell’Anas a quello comunale» hanno spiegato da Palazzo di città. Sono stati concessi al massimo di dieci giorni, tempo che sta ormai scadendo. «Se l’Anas non interverrà ci tuteleremo con ogni azione giudiziaria esperibile», commenta il sindaco Leo Castiglione. «Stiamo facendo il possibile per riconsegnare alla città l’opera. Non è accettabile che per la burocrazia, una struttura pronta non possa essere utilizzata dai cittadini.
Alfredo Sitti
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