Ponte di via Custoza, portanti intatti

4 Marzo 2011

Crolla il terrapieno e il cavalcavia resta chiuso per precauzione

CHIETI. La forza delle terra gonfia d'acqua ha ribaltato un muro alto tre metri e lungo 40. La struttura portante del ponte di via Custoza sembra intatta ma nell'incertezza sono iniziati i sopralluoghi. Chiuso il ponte per anni interdetto al traffico, così come per qualche giorno rimarrà senza luce gran parte della zona industriale.

Nella giornata di ieri ci sono stati diversi sopralluoghi sulla struttura, da parte di tecnici del Consorzio industriale, del Comune e della Provincia. «L'azione di dissesto», dice l'assessore comunale ai lavori pubbblici, Mario Colantonio, «non ha interessato le strutture portanti del ponte bensì un muro laterale, realizzato oltre 20 anni fa, che funge da recinzione e terrapieno per i piazzali delle industrie al confine con la strada».

Stando ai primi rilievi, di cui lo stesso Colantonio parla, le piogge abbondanti degli ultimi giorni e di questi mesi avrebbero determinato un rigonfiamento delle strutture e portato al ribaltamento del muro. La frana ha coinvolto anche una cabina del gas metano e un palo di conduzione elettrica, con relativo pozzetto della pubblica illuminazione.

«Abbiamo chiuso il ponte di via Custoza in via precauzionale», continua Colantonio, «per verificare se l'azione di dissesto ha interessato anche la rampa di accesso alla struttura. Nel frattempo il Consorzio industriale, competente su quel tratto di viabilità e proprietario della struttura, dovrà fare un'ordinanza di chiusura»

Va chiarita anche la proprietà di quel muro e fatte ricerche negli archivi del Consorzio, perché sembra che nella primavera scorsa la ditta sul cui piazzale affaccia il muro crollato, la Sh nhuber Franchi Spa, abbia fatto domanda per fare un intervento di consolidamento e ammodernamento della struttura. Nella zona è vivo il ricordo di mercoledì sera. «Erano circa le otto meno dieci», racconta Rocco Mammarella, dipendente del supermercato Febbo, che ha chiamato i vigili del fuoco, «abbiamo sentito un boato fortissimo, il pavimento ha tremato, sembrava sollevarsi, un terremoto. Qualche minuto, poi, e siamo stati investiti da un forte odore di gas, insopportabile. Nella ditta di fronte non c'era nessuno, vanno via alle cinque del pomeriggio».

Ieri mattina qualcuno nel padiglione c'era. Abbiamo bussato ma nessuno è venuto ad aprirci. Avremmo voluto chiedere se davvero nei mesi precedenti c'erano state avvisaglie. Oggi, intanto, l'Enel gas interverrà per rimettere in sicurezza la cabina e la tubatura recisa, mentre la zona industriale rimarrà senza illuminazione pubblica per qualche giorno.

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