Porto, banchine piene e mercantili in rada

22 Maggio 2020

Vasto. Boom di attività allo scalo marittimo. Salvatorelli: «A che punto è il progetto da 12 milioni?»

VASTO. Banchine piene e mercantili in attesa fuori dal porto. Neppure il Covid-19 ha fermato l’attività allo scalo di Punta Penna. Al contrario, la necessità di accelerare gli scambi commerciali e la ripresa ha riempito i moli. Fatto questo che, se da un lato rende orgogliosi gli industriali, dall’altro li spinge a chiedere alla Regione un colpo di reni. «A che punto è», chiede il decano degli industriali di Vasto, Remo Salvatorelli, «il progetto di rilancio annunciato a febbraio dal governatore Marco Marsilio e finanziato con 12 milioni?».
Lo scalo portuale a nord di Vasto è ritenuto strategico e indispensabile dai colossi industriali di Piana Sant’Angelo e della Val di Sangro, ma anche dalle aziende dell’area industriale di Punta Penna. L’area industriale del Vastese conta 244 aziende e 10.000 occupati. A loro si aggiungono le 195 aziende della Val di Sangro con 11.000 occupati, ma anche l’area industriale di Termoli, con 70 aziende e 6.000 occupati, e l’Alta Puglia, con il polo del settore lapideo che conta 201 imprese. In questi ultimi tre giorni l’attività ha marciato a ritmo forzato. Mercoledì la Stolt Sprey ha sbarcato 5mila tonnellate di olio di palma. Ieri la Mt Diego ha sbarcato 4mila tonnellate di biodiesel, la Sider Jasine ha imbarcato 36 sezioni di torri eoliche per l’America. La Anatoly Sidenko ha invece imbarcato 12 sezioni di torri eoliche per il Kazakistan. Sulla Christine c’è stato un imbarco di un carico eccezionale. Un’altra nave ha caricato 2mila tonnellate di cartongesso. In arrivo domani un grande mercantile che caricherà impiantistica, furgoni Sevel e cisterne.
«I dati parlano da soli», afferma Pietro Marino, corresponsabile economico e operativo dell’Agenzia Marittima Vastese, «in ragione dei suoi fondali che all’imboccatura vanno da 10 a 15 metri, può realizzare uno sviluppo industriale al servizio dell’Abruzzo, del Molise e dell’Alta Puglia. Grazie agli spazi a terra è una struttura guardata con molto interesse dalla Sevel, che potrebbe scegliere di dirottare il traffico che insiste sul porto di Salerno verso Vasto, con un notevole risparmio sia in costi logistici che ambientali».
Gli industriali insistono per accelerare gli interventi di potenziamento dello scalo. «Dopo l’annuncio, del progetto non si è più saputo nulla», insiste Salvatorelli. La speranza è che i 12 milioni di finanziamenti annunciati a febbraio dalla Regione si traducano presto in fatti concreti per il rilancio dell’economia del territorio. Punta Penna. Con i 12 milioni sarà allargata la banchina di levante destinata a divenire una passerella al servizio della rete ferroviaria. Sarà inoltre realizzata una nuova diga di protezione. (p.c.)
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