Posta consegnata ogni 15 giorni
La rabbia di un ex emigrante: le lettere non arrivano e non partono
BIUCCHIANICO. La posta che non arriva, la posta che non parte. A segnalare il problema è un residente di Bucchianico tornato in Italia dopo 40 anni trascorsi, come emigrante in Svizzera. «Rimango davvero sconcertato di fronte a quello che capita a Bucchianico dove il postino è diventato un personaggio sconosciuto dal momento che si fa vedere solo una volta ogni 10-15 giorni». A protestare contro il disservizio sono in tanti, per la precisione l’intero quartiere di San Leonardo dove risiedono una ventina di famiglie. «Abbiamo tutti lo stesso problema» racconta con l’amaro in bocca il 69enne « arrivano bollette da pagare già scadute e corrispondenza postata mesi prima». L’uomo ha chiesto spiegazioni all’ufficio postale del paese, ma la risposta ottenuta dagli impiegati non è stata esaustiva. Anzi. È servita solo a irritare di più la sensibilità di un cittadino che si sente tradito nei suoi diritti.
«L’impiegato mi ha detto che dovevo raccogliere le firme degli abitanti della zona se volevo ottenere qualcosa. ma come si fa a dare risposte del genere? Le Poste pretendono da me il pagamento di un francobollo per spedire qualcosa, allora è mio diritto pretendere di ricevere le missive a me indirizzate in tempi ragionevolmente brevi».
La moglie del 69enne ha rischiato di perdere l’assegno di pensione che le viene corrisposto da un’assicurazione svizzera e sempre per un «disguido» postale. «Ogni anno chiedono la documentazioni che attesti che mia moglie è viva» aggiunge l’ex emigrante «l’anno scorso ho spedito i documenti che però non sono mai arrivati in Svizzera. L’assicurazione a 5 giorni dalla scadenza dei termini mi ha intimato di rispedire di nuovo tutta la documentazione pena la sospensione dell’erogazione dell’assegno. Per evitare altri dannosi ritardi postali mia moglie è stata costretta a partire e a consegnare il plico a mano. Tutto questo» conclude «è vergognoso e i dirigenti delle Poste dovrebbero avere più cura per un servizio lautamente pagato dai cittadini».

