Poste chiuse, sciopero della fame

16 Marzo 2024

Protesta il sindaco di Pizzoferrato: «Impegni disattesi e servizi negati da 3 mesi»

PIZZOFERRATO. L’ufficio postale è chiuso da tre mesi e il sindaco Palmerino Fagnilli inizia lo sciopero della fame. La vicenda ha inizio il 12 dicembre, quando in pieno inverno, nel paese a 1.251 metri sul livello del mare, viene annunciata la chiusura dell’ufficio postale per lavori di adeguamento. In alternativa veniva indicato lo sportello di Gamberale. Il cronoprogramma dei lavori era stimato in 30 giorni, motivo per il quale non veniva installato l’ufficio mobile, ritenuto necessario per interventi superiori ai 30 giorni. Trascorsi 30 giorni, il giorno antecedente la scadenza viene comunicato un nuovo ritardo. A metà febbraio viene comunicato l’ulteriore ritardo di altri 30 giorni, con riapertura prevista il 14 marzo. «Oggi, 15 marzo», afferma il sindaco, «l’ufficio postale è ancora chiuso e non vi è stata nessuna comunicazione, non si sono rispettate le date comunicate per ben tre volte, non è stata individuata nessuna nuova data di riapertura. Persa la fede pubblica, persa ogni certezza chiedo l’immediata riapertura dell’ufficio postale e le scuse a tutti i cittadini che sono stati presi in giro su tempi e modi e la rimozione dei responsabili di tanto inutile disagio per la comunità». Fagnilli annuncia lo sciopero della fame e preannuncia «il ricorso a sit in davanti alle sedi di Poste italiane ed esposti per accertare la violazione dell’interruzione di pubblico servizio».
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