Poste, chiusura vicina Il sindaco di Altino: «Pronti a protestare»

ALTINO. «Una chiusura a cui ci opporremo con ogni mezzo». Il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, si dice pronto a lottare contro la decisione di Poste Italiane di sopprimere l’ufficio del paese...
ALTINO. «Una chiusura a cui ci opporremo con ogni mezzo». Il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, si dice pronto a lottare contro la decisione di Poste Italiane di sopprimere l’ufficio del paese entro il 13 aprile. Nel piano della società sono ben 19 gli uffici postali in Abruzzo che saranno chiusi e altri 35 razionalizzati, ossia aperti in modo “part- time” almeno 3 giorni a settimana.
«Incontrerò la prossima settimana il direttore della filiale per cercare delle soluzioni», dice Muratelli, «ma siamo pronti a percorrere anche altre strade. Abbiamo l’appoggio istituzionale dell’Anci Abruzzo, con il sindaco Luciano Lapenna che ha condannato questa proposta di riordino, ma cerchiamo anche altri percorsi. Non può chiudere l’ufficio postale del paese, ha un’importanza enorme, una valenza sociale per i residenti, soprattutto anziani. È vicino alle scuole, al Comune, è accessibile. Molti avrebbero difficoltà a spostarsi a valle».
Il sindaco ha dalla sua l’intero consiglio comunale. «Assieme al consiglio valuteremo ogni azione», conclude Muratelli, «in passato la stessa proposta di chiusura fu ritirata». La speranza è che quindi Poste italiane faccia marcia indietro anche se sembra difficile, questa volta, riuscire nell’impresa di far restare l’ufficio aperto. È più probabile il ridimensionamento, ossia l’apertura dello sportello per tre giorni a settimana. Poste italiana di tagli già ne ha operati diversi negli ultimi due anni, così come ha avuto dei ripensamenti. A Lanciano, ad esempio, ha chiuso l’ufficio di Villa Elce nonostante le proteste e una delibera del consiglio comunale, mentre per San Vito Marina c’è stato il dietro front, dopo una petizione popolare.
Teresa Di Rocco
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