«Posti letto di Medicina e Lungodegenza nell’ospedale»

24 Gennaio 2016

GUARDIAGRELE. Continua nella cittadina il dibattito sul futuro dell’ospedale Santissima Immacolata. Il sindaco Simone Dal Pozzo torna sul tema, ricordando innanzitutto che il presidio guardiese...

GUARDIAGRELE. Continua nella cittadina il dibattito sul futuro dell’ospedale Santissima Immacolata. Il sindaco Simone Dal Pozzo torna sul tema, ricordando innanzitutto che il presidio guardiese rappresenta la soluzione più rapida e definitiva a quello che è il problema del sovraffollamento dell’ospedale clinicizzato di Chieti. «In consiglio comunale, afferma Dal Pozzo, «abbiamo approvato all’unanimità una delibera che propone nel nostro ospedale la realizzazione di posti letto di Medicina e di Lungodegenza. Gli spazi, infatti, non mancano e la struttura, a differenza di molte altre, risponde alla più recente normativa anti sismica». Il primo cittadino ricorda, poi, che la delibera comunale, con la quale si intende garantire i servizi sanitari nell’intero territorio della Maiella orientale e dare una soluzione al problema della mancanza di posti letto nel reparto di medicina dell’ospedale di Chieti e nell’intera provincia, è stata inviata a tutti i Comuni limitrofi, all’Agenzia sanitaria e alla Regione Abruzzo.

«In questa direzione», continua Dal Pozzo, «dopo aver sentito, dalla stessa voce del direttore sanitario generale Pasquale Flacco, le dichiarazioni sull’utilità del presidio di Guardiagrele, legata ai posti letto di area medica della struttura di Chieti, alla quale il nostro ospedale potrebbe essere anche funzionalmente collegato, siamo in attesa del già richiesto incontro con la Regione. Il nostro obiettivo», conclude il primo cittadino, «è quello di far sì che l’organizzazione risponda alle esigenze del territorio e della Asl, attraverso questa soluzione di sistema e con il necessario potenziamento dei servizi territoriali, soprattutto quelli destinati alla popolazione anziana, come la Diabetologia, le terapie anticoagulanti e la Pneumologia che, proprio in questi giorni, sono in sofferenza».

Giovanni Iannamico

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