«Potenziare i servizi psicologici»

Le associazioni studentesche: aumentare personale e sedute con gli specialisti
CHIETI. «Potenziare i servizi di sostegno psicologico dell’ateneo»: è quanto chiede all’indomani del dramma di Antonio Corrado, l’universitario morto suicida giovedì nel proprio appartamento di Chieti scalo, “360 gradi”, l’associazione indipendente di studenti vicina all’Unione degli universitari (Udu).
«Il mondo universitario è diventato sempre di più un luogo di depressione e ansia quando dovrebbe essere una fucina di idee, studio, curiosità e approfondimento», si legge in un messaggio diffuso ieri dall’associazione, «serve un cambio di rotta: più servizi per il benessere psicologico, una nuova visione di università dove vengono rispettate le persone per le loro competenze e qualità, decostruendo la narrazione meritocratica e la retorica delle migliori. Servono soluzioni strutturali subito».
Nei giorni scorsi i rappresentanti degli studenti hanno parlato anche di questo nel corso di un incontro al quale erano presenti, tra gli altri, il professor Liborio Stuppia, e Pietro Porcelli, referente per i servizi psicologici.
«Abbiamo discusso della necessità di potenziare una serie di servizi», riferisce Carmela Santulli, referente di “360 gradi”, «tra i quali proprio quelli psicologici. Abbiamo avanzato una serie di proposte, come ad esempio il potenziamento del personale a disposizione, l’aumento delle sedute iniziali rispetto alle cinque attualmente previste, e lo svolgimento del servizio anche nella sede di Pescara e non solo in quella di Chieti. Siamo rimasti che dopo Pasqua ci sarebbe stato un nuovo incontro», chiosa Santulli, «che alla luce di quanto accaduto è ancora più necessario».
Il dramma di Chieti ha avuto notevole risonanza anche fuori regione, e ha stimolato l’intervento dell’Udu nazionale: «Oggi molte scuole e università offrono un servizio psicologico», dichiara la coordinatrice Camilla Piredda, «ma le risorse economiche e il personale a disposizione sono gravemente insufficienti. Noi chiediamo che lo Stato investa almeno cento milioni di euro all’anno per arruolare sul territorio dei team multidisciplinari di professionisti, le cui competenze devono garantire l’assistenza in relazione alle necessità specifiche degli studenti».(a.r.)
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