Prefetto e questore: «Processione, regole necessarie per la sicurezza»

12 Aprile 2022

Armando Forgione e Annino Gargano: «Le polemiche degli ultimi giorni ci meravigliano e amareggiano Limite a 14mila persone? Nell’ultima edizione aperta al pubblico, ne erano state stimate meno di 10mila»

CHIETI. «Le polemiche degli ultimi giorni ci meravigliano e amareggiano: organizzare senza regole un evento come la Processione del Venerdì Santo sarebbe stato impensabile. La stella polare che guida la nostra azione è sempre la stessa: garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti i cittadini. In uno scenario così delicato come quello che stiamo vivendo, vanno evitate chiacchiere da bar che creano solo confusione». Il prefetto Armando Forgione e il questore Annino Gargano accettano di rispondere alle domande del Centro e stemperano le polemiche divampate in città dopo la decisione di limitare l’accesso in centro a 14mila persone.
«Ben prima che venisse pubblicato il decreto sulla fine dello stato di emergenza al 31 marzo», dicono Forgione e Gargano, massime autorità provinciali di pubblica sicurezza, «ci siamo recati dall’arcivescovo Bruno Forte, manifestando la nostra disponibilità per l’organizzazione dell’evento dopo due anni di assenza di pubblico per le restrizioni Covid. Da parte nostra, dunque, fin dall’inizio c’è stata massima apertura. Naturalmente, però, vanno contemperate l’esigenza di tornare a vivere un momento di fede importante per l’intera comunità teatina e la necessità di salvaguardare la salute della popolazione ed evitare situazioni di pericolo. Come prevede la legge per le manifestazioni pubbliche che richiamano un numero considerevole di persone, sono stati gli organizzatori a presentare il piano di sicurezza».
Polemiche sono nate sulla decisione di limitare la partecipazione a 14mila persone. Come si è arrivati a questa cifra?

«La premessa è che si tratta di un numero orientativo. Tanto per essere chiari: venerdì, ai 22 varchi, non verranno piazzati gendarmi per mandare via famiglie che desiderano entrare in centro storico, ma prevarrà il buonsenso. Gli organizzatori hanno indicato la capienza massima di 14mila spettatori calcolando il percorso della processione e 1,2 persone per ogni metro quadro, come da indicazione dei vigili del fuoco. Peraltro, nel numero di 14mila non sono ricompresi i residenti e i figuranti».
Nelle precedenti edizioni, quanti sono stati i partecipanti?
«Gli stessi organizzatori, nel piano di sicurezza presentato nel 2019, ovvero l’ultima edizione della Processione prima della pandemia, hanno scritto testualmente: “Non è possibile ottenere dati reali sull’affluenza all’evento in quanto, sia per sua natura che per l’estensione dell’area interessata, è difficile fare una previsione. È verosimile considerare una presenza attesa inferiore alle 10mila persone. Dati giornalistici rilevano numeri maggiori che non tengono effettivamente conto dello spostamento di pubblico che si verifica al passaggio nei punti strategici della città allo scopo di vivere più volte l’evento, che genera la sensazione di maggiore presenza di pubblico”. È evidente, dunque, come le polemiche legate al numero massimo di partecipanti non abbiano fondamento logico e non possano essere in alcun modo condivisibili».
In altre manifestazioni pubbliche, considerando anche la fine dello stato di emergenza, non sono state adottate le stesse misure previste per la Processione del Venerdì Santo di Chieti. Perché?
«L’evento teatino, per estensione, numero di partecipanti e conformazione dei luoghi in cui si svolge, non è paragonabile a nessun’altra manifestazione. Il corteo si snoda in strade e vicoli molto stretti, che richiedono una particolare attenzione. Fermo restando che la fine dello stato di emergenza non può essere interpretata come una sorta di “liberi tutti”. Specie in un territorio come quello del Chietino, in cui, giornalmente, si continua a registrare il maggior numero di contagi tra le province abruzzesi. Ci sorprendono le polemiche di chi, inspiegabilmente, si mostra refrattario a regole che servono per scongiurare nuovi focolai. Abbiamo apprezzato, invece, l’atteggiamento dei coristi e dei musicisti che hanno accolto positivamente il consiglio di sottoporsi a tampone nelle 48 ore precedenti all’evento. La nostra speranza è che, dopo giorni di toni e polemiche francamente fuori luogo, la Processione del Venerdì Santo riacquisti il suo vero significato».