Prefettura da chiudere, il caso in Regione

17 Settembre 2015

Febbo e Mariani: ipotesi inaccettabile, D’Alfonso si muova. Montepara (Orsogna): annettiamoci al Molise, è meglio

CHIETI. «Un intervento fattivo da parte della Regione e del presidente Luciano D’Alfonso affinché ponga in essere tutto quanto possa evitare la chiusura degli uffici delle prefetture, dei vigili del fuoco e delle questure. In subordine, se comunque una riduzione dei costi deve essere applicata, la proposta è quella di costituire un Ufficio territoriale (ex prefettura) del governo regionale con 3 sedi distaccate, mantenendo questure e comandi provinciali dei vigili del fuoco».

Sono questi i contenuti di una risoluzione approvata in Consiglio regionale, con l’astensione del Movimento 5 stelle, e sottoscritta dal presidente della commissione di vigilanza, Mauro Febbo, dal Capogruppo del Pd Sandro Mariani e da altri consiglieri di maggioranza e opposizione.

«La proposta di riduzione delle prefetture, per come è stata recentemente presentata dal ministero desta perplessità e contrarietà», evidenziano Febbo e Mariani, «perché l’Abruzzo è l’unica regione che subisce un taglio del 50% con la prospettiva di legge che vede accorpati le prefetture di Chieti e Pescara e Teramo e L’Aquila e sopprimendo anche tutti gli uffici preposti alla sicurezza dei cittadini. La chiusura indiscriminata di detti uffici, comporterà inevitabilmente un grosso carico di lavoro per quelli che saranno centralizzati e concentrati e quindi un ridimensionamento della sicurezza dei cittadini in un territorio diversificato, dalla costa all’interno montuoso, che ha diverse esigenze di monitoraggio e di interventi diversificati specifici per la tutela e la prevenzione ambientale e di sicurezza sociale. Tra l’altro esiste già un sacrificio in termini di organizzazione per garantire tali servizi da parte di questi uffici che precedentemente sono stati mortificati da pesanti tagli operati di risorse da parte dello Stato”.

Una proposta provocatoria, invece, arriva dal sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, che propone il ricorso a un referendum tra i cittadini per staccare la provincia di Chieti dall’Abruzzo e farla diventare il Nord del Molise. Montepara, che è anche presidente nazionale di Res Tipica Anci e vicepresidente dell’associazione Città del Vino, sostiene che quella del taglio delle prefetture «è una questione che riguarda interi territori, centinaia di migliaia di cittadini, non le singole città. Non si possono mettere sulla bilancia i soli centri urbani di Chieti e Pescara da una parte e dell’Aquila e Teramo dall’altra. La soppressione della prefettura per quanto ci riguarda avrebbe conseguenze da Francavilla al Mare a Schiavi di Abruzzo». Montepara fa notare che «la provincia di Chieti è la più popolosa della regione con quasi 400mila abitanti. E la più ricca, poiché incide per circa il 50% sul Prodotto interno lordo abruzzese, grazie ai suoi insediamenti industriali e alla sua agricoltura, a partire dalla produzione vitivinicola. Ha una storia e una cultura millenarie. Le sue istituzioni sono antiche e consolidate: senza nulla togliere a nessuno, è un fatto che fino al 1927 la provincia di Pescara nemmeno esisteva».

Montepara propone ai sindaci e ai consigli comunali della provincia di deliberare contro il progetto di soppressione della prefettura, destinato a provocare un effetto a cascata sugli altri enti collegati, compresa la questura, i vigili del fuoco e tutto ciò che rappresenta un presidio di sicurezza per i cittadini. Sarà predisposta una delibera ad hoc da sottoporre ai Comuni. «Se questa mobilitazione non basterà», conclude Montepara, «propongo un referendum per staccarci dall’Abruzzo e confluire nel Molise, dove l’importanza e il ruolo della provincia di Chieti sono chiari, i rapporti sono saldi e quotidiani e il nostro territorio sarebbe valorizzato in maniera nettamente più adeguata e vantaggiosa per i nostri cittadini». (cr.ch.)

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