Premiate le zucche dell’aneme de le morte
SERRAMONACESCA. La tradizione popolare abruzzese è ricca di leggende, culti, credenze legate alle festività del primo e 2 Novembre. A Serramonacesca si narra che nelle nebbiose sere di Ognissanti e...
SERRAMONACESCA. La tradizione popolare abruzzese è ricca di leggende, culti, credenze legate alle festività del primo e 2 Novembre. A Serramonacesca si narra che nelle nebbiose sere di Ognissanti e tutti i morti, le anime dei defunti vaghino per le vie del paese fermandosi nelle case a chiedere che venga dato loro qualcosa. E' il prologo di una sagra come quella de "L'aneme de le Morte", la sagra della zucca che si tiene il 31 ottobre e il primo novembre a Serra ormai da una decina di anni. «Da bambini andavamo casa per casa con una zucca chiedendo l'aneme de le Morte: si pensava giovasse ai morti donare in quei giorni, ai bambini, una noce, un dolcetto, una monetina» racconta il sindaco Franco Marinelli. «La sagra è nata un po' per gioco, l'associazione Retroterra, grazie ai suoi eventi, tiene in vita questo piccolo paese. Halloween? L'hanno copiato da noi Serresi!», sorride bonariamente il sindaco. Alle 17.30 di sabato scorso è iniziata la gara "la checocce chiò belle", che ogni anno premia la zucca meglio lavorata. Più di 45 zucche sono state valutate dalla giuria, che assegnava un punteggio da 6 a 10 in base a criteri quali la lavorazione, il rispetto della tradizione ma anche la creatività. Un'occasione per non perdere di vista le usanze tanto apprezzate del territorio. Vince una zucca di piccolissime dimensioni, che insieme alla terza classificata, rappresentano a pieno la tradizionale zucca a forma di lanterna che i Serresi da anni ormai realizzano. Seconda classificata la creativa e originale zucca lavorata a mo' di scheletro. Ma non sono solo le zucche ad attirare i visitatori alla sagra dell'Associazione Retroterra: tra le strade castagne arrosto, vino, pizze fritte, canti popolari, mercatini.
Cristina Legnini

