Prende il sussidio ma ha 40 immobili

Pensionato percepisce per un anno 200 euro al mese senza dichiarare i ricavi degli affitti di case e terreni di moglie e figlio
LANCIANO. Prende il reddito di cittadinanza, ma la società di famiglia possiede quaranta immobili. La guardia di finanza ha denunciato un pensionato, R.D.C., 84 anni, di Lanciano, che ora rischia una condanna fino a sei anni di reclusione. I militari della compagnia di Lanciano, diretta dal capitano Alessandro Spada, hanno condotto una mirata attività informativa in stretta sinergia anche con gli uffici comunali del capoluogo frentano, in seguito alla quale hanno scoperto che l’uomo, pur avendo la disponibilità di numerosi beni immobiliari, aveva richiesto e ottenuto, indebitamente, il reddito di cittadinanza.
Da un anno, ossia dal luglio dello scorso anno, l’84enne percepiva come sostegno economico 200 euro al mese, una cifra non alta ma solo perché si aggiungeva alla pensione sociale. Grazie a un’attenta analisi delle informazioni nelle banche dati in uso alle fiamme gialle, i finanzieri hanno accertato la falsità delle attestazioni rilasciate dal richiedente.
Nella dichiarazione dei redditi il pensionato aveva omesso di indicare gli ingenti ricavi generati da numerose locazioni delle quaranta unità immobiliari riconducibili a una società i cui titolari erano la moglie, per il 60 per cento, e il figlio, per il restante 40 per cento. Nel 2017 (anno di riferimento per il reddito di cittadinanza chiesto nel 2019) i diciassette immobili affittati avevano reso alla famiglia del beneficiario ben 123mila euro. Tra questi c’erano appartamenti, negozi, studi professionali ma anche, ad esempio, i locali che ospitano il Centro per l’impiego in via Ovidio.
Al termine degli accertamenti, le fiamme gialle frentane hanno denunciato alla Procura di Lanciano il responsabile in base all’articolo 7 del decreto legge sul reddito di cittadinanza, che prevede la reclusione da due a sei anni. Con il nulla osta del procuratore Mirvana Di Serio, inoltre, la posizione del pensionato è stata segnalata all’Inps che procederà alla revoca del beneficio, con conseguente disattivazione della carta di pagamento elettronica, e al recupero delle somme indebitamente percepite da parte dell’ente erogatore nel corso dei dodici mesi.
«È uno dei rari casi in cui siamo riusciti a denunciare chi ha percepito indebitamente il reddito di cittadinanza», sottolinea il capitano Alessandro Spada, «nella maggior parte dei casi, infatti, al percettore viene sì revocato il beneficio, ma la condotta non viene sanzionata. L’azione investigativa a tutela della spesa pubblica ha il fine di prevenire gli sprechi di denaro e di controllare il corretto impiego delle risorse, assicurando che l’accesso ad agevolazioni e sussidi avvenga a favore di coloro che ne hanno effettivamente bisogno».
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