Prenotazioni impossibili alla Asl

6 Febbraio 2016

Alla paziente serve una radiografia, il Cup risponde: adesso, ma a Gissi, oppure tra due mesi a Chieti

CHIETI. «Appuntamenti alla Asl possibili, ma solo se sei provvisto di teletrasporto».

Non è un film di fantascienza, ma un’amara realtà che viene vissuta quotidianamente da centinaia di pazienti bisognosi di sottoporsi ad indagini o visite specialistiche nella Asl di Chieti. Trappole insidiose che non risparmiano nessuno e, questa volta, a finire nel girone del paradosso sono il presidente regionale di “CittadinanzAttiva” Aldo Cerulli e la sua consorte. La signora aveva la necessità di prenotare una semplice radiografia, ma dal Cup hanno risposto che l’esame poteva essere fatto o nel giro di un’ora, ma all’ospedale di Gissi o tra due mesi a Chieti.

«Ovviamente» racconta Cerulli con un velo di ironia «dato che non sono dotato di eletrasporto non ho potuto accettare l’offerta e ho dovuto ripiegare al primo appuntamento utile a Chieti che è stato fissato per il 12 aprile. Mi sono chiesto come mai tutto questo tempo. Penso che la Radiologia è affollatissima, poi magari si scopre che di radiografie al ginocchio se ne fanno in due sedute a settimana solo una decina. Poiché l’esame era necessario» aggiunge Cerulli «per sottoporlo ad una successiva visita specialistica ho chiesto di poter fare l’esame in attività intramoenia a pagamento, ma ho scoperto che per ordine del capo la Radiologia non svolge attività intramoenia. Mentre andavo via sconsolato dal Cip» prosegue l’agguerrito presidente di CittadinanzAttiva” «sono passato davanti alla Radiologia ....era completamente vuota. Per contro le cliniche Spatocco e Villa Pini lavorano in convenzione a pieno regime. Quali sono le conclusioni a cui posso arrivare, in qualità di addetto ai lavori?» prosegue Cerulli «innanzi tutto che nonostante i proclami più volte sbandierati dai vertici della Asl l’attività medica sul territorio non funziona. Il privato che doveva integrare in modo complementare l’attività del settore sanitario pubblico è diventato concorrenziale grazie anche alle decisioni di chi, stando nel pubblico, non consente di incrementare l’attività, sottraendo reddito alle strutture pubbliche».

Cerulli conclude con una massima: «Diceva Andreotti, a pensar male non sta bene... ma qualche volta ci si “acchiappa”».