«Preparatevi a ospitare altri profughi»

Il prefetto convoca un vertice, ma i sindaci sono scontenti: «Nel Chietino ne abbiamo già 800, perché sempre a noi?»
CHIETI. Il prefetto Antonio Corona chiama a rapporto i sindaci dei 19 Comuni che ospitano migranti o che potrebbero ospitarli a breve. Si tratta dei primi cittadini di Chieti, Vasto, Lanciano, San Giovanni Teatino, Guardiagrele, San Salvo, Torino di Sangro, Atessa, Casalincontrada, Roccamontepiano, Carunchio, Celenza, Palmoli, Lentella, Schiavi, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Castelfrentano e Pietraferrazzana. Dopo le polemiche frentane, con il comitato di Villa Elce ricevuto anche dal prefetto, Corona ha voluto raccordarsi con il territorio in vista dell’arrivo di altri profughi. Ha trovato qualche sindaco un po’ più morbido, come i due primi cittadini di Fara, Camillo D’Angelo, e di Casalincontrada, Vincenzo Mammarella, e qualche altro un po’ più rigido. È il caso del sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, che ha a che fare con le resistenze del suo territorio, o del sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, che il 9 luglio ha dovuto subire un vero e proprio blitz delle forze dell’ordine all’hotel Costa Lecceta che accoglie i profughi. «Con il risultato», dice il primo cittadino, «di aver allontanato non solo i cinque nordafricani che avrebbero violato le regole interne, ma anche i turisti che affollano il litorale». Anche perché non si ripetano casi come questo, i rappresentanti delle istituzioni hanno chiesto alla Prefettura maggior sintonia.
Molti sindaci, inoltre, hanno lamentato il fatto che debbano essere solo in 19 su 104 a farsi carico di questa problematica. Sono circa 800, per la maggior parte africani, i migranti che si trovano attualmente in provincia di Chieti. Sono soprattutto nel Vastese. La città di Vasto, rappresentata al tavolo prefettizio dall’assessore Lina Marchesani, ne accoglie 82, oltre a 26 minori, che sono quelli che suscitano i maggiori problemi dal punto di vista dell’accoglienza. Tra qualche giorno dovrebbero arrivarne altri 50. Molti di loro sono impegnati in lavori socialmente utili (impiego fatto su base volontaria). Torino di Sangro, avendo ben due strutture di accoglienza, entrambe sulla costa, dà riparo a 170 migranti. Gioco forza il sindaco sottolinea la sproporzione tra i 3.000 residenti del paese e la quota di profughi di cui si fa carico. Come altri sindaci chiede un maggior sostegno dello Stato che ha tagliato finanziamenti proprio sul sociale.
La richiesta di un ristoro per i Comuni che accolgono migranti è stata unanime. Il Comune di Chieti, rappresentato al tavolo dal vicesindaco Giuseppe Giampietro e dall’assessore Emilia De Matteo, dà riparo a 60 migranti, tutti alloggiati da suor Vera a Brecciarola. Il prefetto ha chiuso l’incontro con un monito: se tutti i 104 Comuni della provincia ospitassero gli stranieri, i 19 centri non avrebbero così tanti problemi.

