Presa con 200 banconote false, inflitti 2 anni

Respinto il ricorso presentato dall’imputata dopo il patteggiamento: ora la pena diventa definitiva
ORSOGNA. Due anni di reclusione per duecento banconote contraffatte. Li ha patteggiati Giuseppina Nicoletta Antonella Ruscio, 59 anni, originaria di Milano, arrestata nell’inverno del 2023 dai carabinieri della stazione di Orsogna. La pena per il reato di «falsificazione, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate» è diventata definitiva dopo che la quinta sezione penale della Corte di Cassazione (presidente Rosa Pezzullo, relatore Tiziano Masini) ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputata contro la sentenza del tribunale di Chieti.
La donna, che si trovava sulla sua utilitaria e si stava spostando tra i negozi del paese, è stata bloccata per un controllo: i carabinieri hanno aperto una busta che la cinquantanovenne voleva nascondere, scoprendo così banconote del taglio di 20 e 50 euro per un totale di circa 7.000 euro. Da un primo controllo i soldi sembravano genuini. Ma, visto che Ruscio aveva dichiarato di vivere con la sola pensione sociale, i militari hanno deciso di fare una verifica con un’apparecchiatura in dotazione alle banche. Ed è emerso che quelle banconote erano contraffatte. «La qualificazione giuridica del reato attribuita nel capo d’imputazione», scrivono i giudici romani, «è quella prevista dall’articolo 453 del codice penale in relazione alla condotta di “concerto” tra l’imputata e il falsificatore delle banconote affinché la prima, ricevuta dal secondo la moneta contraffatta, la mettesse in circolazione». Per la Cassazione, «la doglianza difensiva assume connotati di assoluta vaghezza perché si limita a contestare la qualificazione giuridica senza fornire elementi idonei». (g.let.)
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