«Presi a sprangate per l’inno del Pescara»

In dieci contro un gruppo di studenti pescaresi, di Scafa e Montesilvano. Ecco le foto di uno dei feriti. Caccia a una Panda
CHIETI. A guardare il suo volto tumefatto, con un taglio sull’arcata sopraccigliare destra, chiuso da alcuni punti di sutura, e ancora graffi e lividi sul volto e sulle braccia, si pensa subito che la giovane vittima, un ragazzo di 20 anni di Pescara, se la deve essere vista proprio brutta, l’altra notte a Chieti Scalo. É stato aggredito, lui con alcuni amici, senza un motivo plausibile e forse solo perché, con la sua chitarra, tra le tante canzoni gridate in allegria, ha intonato anche l’inno del Pescara calcio. «Lo ammetto, stavo cantando insieme al mio amico una canzone sul Pescara». «Non so quanti fossero, mi hanno riferito una decina», racconta il giovane, «ma io non ho capito nulla. Mi sono rialzato dopo essere stato buttato a terra, mi sono voltato e ho visto che stavano picchiando anche il mio amico, poi sono scappati su un’auto».
Il fatto è successo lunedì sera, dopo che alcuni studenti universitari, di Pescara, Scafa e e Montesilvano, tra i 20 e i 26 anni, avevano trascorso una serata nel campus della d’Annunzio. Muniti di tamburelli e una chitarra, il gruppo di studenti aveva organizzato una serata folk. Verso la mezzanotte hanno deciso di andare a bere qualcosa in un bar, e si sono diretti insieme in direzione di via Pescara. «Insieme al mio amico, mi sono staccato dal gruppo», racconta il giovane, «dove c’erano anche delle ragazze e ci siamo messi a parlare e a cantare di tutto, anche l’inno del Pescara».
All’improvviso, secondo la ricostruzione fatta dalla Digos, coordinata dalla vicequestore Patrizia Traversa, è piombato sulla strada un gruppo di dieci ragazzi. Uno aveva anche una spranga. Uno di quei tubi che servono per delimitare le aree. L’aggressione è stata rapida, botte e destra e a manca con il tubo brandito come una mazza da baseball. Dalla cieca violenza sono state risparmiate le ragazze. Poi sono scappati, alcuni sono saliti su una vecchia Fiat Panda di colore verde della quale una ragazza ha avuto la freddezza, nonostante gli attimi concitati, di prendere e fotografare la targa con il proprio cellulare.
Bilancio della mattanza, quattro feriti. Sul posto sono arrivati gli uomini della volante, e poi l’ambulanza del 118, che ha condotto i ragazzi al vicino pronto soccorso, dove sono stati giudicati guaribili dai 4 ai 7 giorni. Nulla di serio per fortuna se si guardano le prognosi, ma il fatto aveva una potenzialità di ferire maggiore.
Sul fatto sta indagando la Digos dal momento che l'episodio potrebbe avere uno sfondo legato al campanilismo calcistico. Secondo gli investigatori gli aggressori possano appartenere alla tifoseria ultrà del Chieti.

