Presi con il maxi carico di cocaina La verità da 3 cellulari sequestrati

11 Luglio 2024

Caccia alle chat per ricostruire gli affari portati avanti da un 53enne di Ripa e dal complice albanese Sugli otto panetti di stupefacente l’immagine di un aereo. Domani l’udienza di convalida dell’arresto

CHIETI. È caccia alle chat per ricostruire gli affari illeciti in cui sono coinvolti l’autista dei bus di Ripa Teatina e il complice albanese arrestati dalla guardia di finanza a Silandro, in provincia di Bolzano, con più di otto chili e mezzo di cocaina nascosti in una Ford Focus.
CACCIA ALLE CHAT
Durante il blitz scattato lunedì pomeriggio sulla statale 38, le fiamme gialle hanno sequestrato uno smartphone a Sergio Raffaele Del Rosario, 53 anni, e due a Vullnet Cullhaj, 22 anni, residente a Chieti. Il pubblico ministero Federica Iovene contesta a entrambi il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantitativo. La procura di Bolzano è intenzionata a disporre la copia forense dei telefoni per estrapolare tutti i dati, a partire dai messaggi, utili a individuare i contatti avuti dagli indagati con i fornitori e i destinatari della droga. L’obiettivo è anche ricostruire nel dettaglio il percorso effettuato da Del Rosario e Cullhaj per procurarsi il carico.
IL VIAGGIO DA STOCCARDA
In base ai primi accertamenti dei militari della tenenza di Silandro, la Ford Focus bianca in cui è stato scovato il tesoro da circa 1,5 milioni di euro in cocaina è partita dalla Germania, per la precisione da Stoccarda. Alla guida dell’auto, di proprietà di Cullhaj, c’era Del Rosario, perché all’albanese è stata ritirata la patente. A insospettire gli investigatori sono state le contrastanti giustificazioni fornite in merito al motivo del viaggio da Stoccarda. I finanzieri, con l’ausilio di due cani antidroga, hanno scoperto, all’interno dei passaruota, alcune calze di nylon di colore blu contenenti otto panetti di stupefacente con l’immagine di un aeroplano per un peso complessivo di 8,581 chili.
FISSATA L’UDIENZA
Del Rosario, difeso dall’avvocato Stefano Azzariti, e Cullhaj, assistito dal legale Stefano Afrune, sono rinchiusi nel carcere di Bolzano: domani mattina compariranno in tribunale, davanti al giudice Elsa Vesco, per l’udienza di convalida dell’arresto. I due indagati potranno decidere di respingere le accuse, fornendo la propria versione dei fatti, oppure di avvalersi della facoltà di non rispondere.
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