Presidi, docenti e bidelli: 309 in pensione

La Uil chiede tutela per chi lascerà il servizio e lancia l’allarme per evitare che le aule si svuotino
CHIETI. In provincia di Chieti 309 dipendenti scolastici che cesseranno dal servizio per andare in pensione tra qualche giorno. Si tratta in particolare di 2 dirigenti scolastici, 221 docenti, 27 assistenti amministrativi, 47 collaboratori scolastici, 5 direttori dei servizi generale e amministrativi (Dsga), un guardarobiere e 6 assistenti tecnici.
Ma per quelli che devono andare in pensione c’è molta incertezza. «Dal 1° settembre prossimo inizierà il periodo dal quale il personale della scuola potrebbe presentare istanza di cessazione dal servizio avente effetto dal 1° settembre 2019», spiega Andrea Leonzio della Uil Scuola Chieti. «Non si conoscono ancora le norme che regoleranno l’accesso sia alla pensione di vecchiaia che quella anticipata che potrebbe essere disciplinata dalla legge di bilancio. Le norme attualmente in vigore prevedono la cessazione dal servizio al compimento del 67° anno di età o alla maturazione di 43 anni e tre mesi di anzianità contributiva per gli uomini e di 42 anni e tre mesi per le donne. Si prevede nella legge di modifica della legge Fornero la reintroduzione, tra i requisiti di accesso alla pensione anticipata dell’istituto delle quote vigente prima della suddetta legge Fornero e in particolare di una quota 100 (quota data dalla somma dell’età anagrafica e della anzianità contributiva). Si spera che la reintroduzione non sia vincolata, come chiede il personale della scuola, dal requisito dell’età anagrafica che non dovrebbe essere inferiore a 64 anni. Una limitazione», conclude Leonzio, «che alla luce delle classi età nella scuola ridurrebbe del 50% il numero dei docenti e del personale Ata che avrebbe titolo di accedere alla pensione anticipata a decorrere dal 1° settembre 2019».

