Prestiti più difficili Artigiani al collasso

Accesso al credito, la provincia teatina è terzultima in Italia
CHIETI. Ultima in Abruzzo e terzultima in Italia. Nella classifica dei dati per l’accesso al credito, la provincia teatina mai come in questo periodo vede inserobilmente scendere il monte credito erogato dalle banche alle imprese. E la propensione a concedere prestiti e mutui cala con il calare delle dimensioni delle imprese. Proprio le più piccole risultano, dunque, le più svantaggiate. È la fotografia impietosa scattata dagli ultimi dati di Confartigianato relativi al primo semestre 2016 sull’andamento del credito alle imprese artigiane. Si scopre che in tutte le regioni italiane c’è una discesa dello stock dei prestiti all’artigianato. La media nazionale si attesta su un 5,8% in meno rispetto allo stesso semestre del 2015. L’Abruzzo fa peggio con il suo 7,3% in meno (ancora peggio le vicine Marche, meno 12,5%, e Umbria, meno 7,4%) e in regione spicca la maglia nera della provincia teatina, con il suo allarmanete meno 13,6%, a fronte del meno 9,5% di Teramo, meno 2,3% dell’Aquila e meno1% di Pescara. Alle imprese artigiane della provincia nel primo semestre del 2016 sono andati solo 260 milioni di euro.
«Tutto il settore delle imprese artigiane è in ginocchio», commenta il direttore provinciale nonché segretario regionale di Confartigianato, Daniele Giangiulli, «una situazione che si fa ancora più drammatica per le piccole e piccolissime imprese. Soprattutto per loro le porte delle banche sono sempre più chiuse e mai come adesso il settore avverte l’assenza di una banca di riferimento del territorio come Carichieti. Le vicende che hanno interessato la vecchia Cassa di risparmio teatina si ripercuotono ora sul territorio in tutta la loro drammaticità. A questo riguardo non possiamo che auspicare che la Nuova Carichieti mantenga il legame con il territorio e che abbia autonomia decisionale per poterlo ulteriormente coltivare». Restano però le banche di credito cooperativo. «Le Bcc sono certamente una grande risorsa, sebbene anche a questo riguardo nutriamo più di una preoccupazione, visto che c’è una riforma di settore in atto che spinge all’accorpamento».
Secondo i dati di Confartigianato relativi al 2016, sono 9.058 le imprese artigiane della provincia teatina (32.070 quelle della regione), di cui 2.669 sono condotte da donne. Ogni due giorni in media ne nasce una nuova, per un totale di occupati di 17.564 persone. Il tasso di disoccupazione di settore è dell’11,7%. In questo momento risultano maggiormente in sofferenza le piccole imprese artigiane che vivono di commercio interno. «Purtroppo i saldi invernali sono iniziati molto male a causa delle abbondanti nevicate», spiega Giangiulli, «per tutto il mese di gennaio le vendite si sono quasi azzerate e anche ora stentano a riprendersi».
C’è poi il problema dei consorzi fidi che sono stati creati per fare da garante delle imprese perché possano più facilmente accedere al credito. I consorzi fidi assicurano anche il 50% dell’importo ma adesso si trovano in forte difficoltà. «Tutte le regioni hanno ricevuto fondi pubblici per sostenere il settore dei consorzi fidi», continua Giangiulli, «mentre in Abruzzo siamo ancora fermi alle iniziative della precedente giunta regionale. Stiamo premendo affinché la Regione pubblichi al più presto i bandi a valere sulla nuova programmazione 2014 - 2020, come ci è stato assicurato dal vertice regionale. Questo per quanto riguarda la programmazione futura, per quel che concerne il pregresso, invece, abbiamo chiesto alla Regione di adottare una delibera per destinare al patrimonio dei consorzi fidi i fondi della vecchia programmazione, come ha fatto, ad esempio, la Regione Puglia. Se non si interviene anche su questo versante, rischiamo di abbandonare a se stesse le piccole imprese, che risultano sempre più al collasso. Basti pensare che, dati alla mano, i tassi applicati dalle banche, salgono non appena scende la dimensione dell’impresa artigiana che chiede il prestito».

