Pretende soldi e picchia i genitori, arrestato

15 Luglio 2023

Vasto, un 34enne bloccato dai carabinieri dopo aver violato il divieto di avvicinamento emesso dal giudice

VASTO. Accusato di vessare in ogni modo i genitori pur di ottenere i soldi per comprare la droga, non si è fermato neanche davanti a un’ordinanza di un giudice che gli ha imposto di andare via dalla casa familiare, vietandogli di avvicinarsi alla madre e al padre. Un uomo di 34 anni è stato arrestato giovedì sera dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Vasto per la violazione del provvedimento emesso dal tribunale: a notificarglielo, poche ore prima, erano stati i poliziotti del locale commissariato. Codice penale alla mano, per il solo motivo di non aver rispettato la misura, l’indagato rischia una condanna da sei mesi a tre anni di reclusione. Senza considerare la maxi pena alla quale è destinato ad andare incontro per la sfilza di reati subiti dai genitori: dalle lesioni personali alla violenza privata, dalla rapina all’estorsione.
Il trentaquattrenne, disoccupato e già in passato finito nei guai per motivi giudiziari, è accusato di aver sottoposto le vittime a continue violenze sia fisiche che verbali. Una preoccupante escalation iniziata nel momento in cui l’indagato è finito nella trappola delle sostanze stupefacenti. In più di una circostanza, alle minacce sono seguite vere e proprie aggressioni. Tant’è che la madre e il padre sono stati anche costretti a farsi medicare in pronto soccorso. Non solo: in alcune occasioni, l’uomo si è impossessato dei soldi contenuti nella cassa del negozio gestito dai genitori. Finché questi ultimi, preoccupati per una situazione ormai destinata a esplodere, hanno deciso di presentare una denuncia. Così mercoledì è arrivato il provvedimento del giudice per le indagini preliminari.
Ma l’indomani, nonostante tutto, il trentaquattrenne ha raggiunto l’abitazione dei genitori. La madre ha telefonato al 112 e, in pochi minuti, sul posto è giunta una pattuglia dei carabinieri: inevitabile l’arresto. L’uomo è finito ai domiciliari a casa di uno zio di Lanciano. Una liberazione per i genitori che, però, non può cancellare anni di dolore.
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