Prevenzione dei tumori, il Lions a scuola

LANCIANO. Con il “Progetto Martina” per la cura e la prevenzione dei tumori al liceo classico Vittorio Emanuele II, si sono chiusi i progetti che il Lions club Lanciano ha dedicato alle scuole...
LANCIANO. Con il “Progetto Martina” per la cura e la prevenzione dei tumori al liceo classico Vittorio Emanuele II, si sono chiusi i progetti che il Lions club Lanciano ha dedicato alle scuole durante l’anno in corso.
Nell’aula magna del liceo, i ragazzi hanno incontrato il dottor Corrado Pierantoni, specialista in endocrinologia e malattie del ricambio, il professor Vittore Verratti, docente di fisiologia all’Università degli studi Gabriele d’Annunzio e specialista in urologia e la dottoressa Gina Valerio, specialista in radioterapia oncologica, per avere informazioni e chiarimenti sui tumori.
«Siamo tornati nelle scuole dopo il periodo di restrizioni dovute al Covid con alcuni nostri progetti “storici” e che portiamo avanti a livello nazionale», spiega il presidente Lions di Lanciano Mirco Silverii. «Il progetto Martina, sollecitato anni fa da Martina, una donna colpita da un tumore che ripeteva di informare ed educare i giovani ad avere maggior cura della propria salute, è volto alla prevenzione oncologica. Relatori qualificati parlano ai ragazzi di malattie che si combattono anche tramite la cultura, la conoscenza. Altro progetto», continua il presidente Lions di Lanciano, «che si avvia a conclusione è “Un poster per la pace”, un concorso speciale ideato tanti anni fa per sensibilizzare i giovani sui temi della pace e dell'amicizia tra i popoli e della comprensione internazionale che rappresentano graficamente. Il tema di quest’anno è stato sulla compassione. Ha riguardato gli alunni delle scuole medie d’Annunzio e Umberto I. Ci sarà la premiazione a maggio. Infine il progetto molto caro al Lions», chiude Silverii, «quello per lo screening di prevenzione dell’ambliopia, dell’occhio pigro tra i bambini. Con la dottoressa Vittoria Maida sono stati visitati una settantina di bambini dai quattro anni delle scuole d’infanzia di Sant’Antonio e Ina Cappuccini e al 5-6% di loro è stato diagnosticato questo disturbo che così può essere subito curato».(t.d.r.)
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