Prima le botte, poi l’arresto: un ladro finisce in carcere

CHIETI. Quando ha iniziato a litigare in casa con un connazionale, tutto immaginava tranne che sarebbero arrivati i carabinieri e lo avrebbero arrestato per un furto commesso qualche anno prima a...
CHIETI. Quando ha iniziato a litigare in casa con un connazionale, tutto immaginava tranne che sarebbero arrivati i carabinieri e lo avrebbero arrestato per un furto commesso qualche anno prima a Imperia. Per Fatjon Cullhaj, albanese di 25 anni, si sono spalancate le porte del carcere di Madonna del Freddo: su di lui pendeva un ordine di carcerazione per scontare due anni e mezzo di reclusione.
L’allarme, nel quartiere Filippone, scatta venerdì pomeriggio. Più persone telefonano al 112 perché da una casa arrivano urla e lamenti che nessuno riesce a decifrare con precisione. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti intervengono immediatamente e, in via Cavorso, individuano l’appartamento al primo piano di una palazzina da cui provengono quelle grida. In un primo momento, i militari tentano di farsi aprire la porta, ma è tutto inutile: nessuno risponde al campanello. Fortunatamente, la finestra della cucina è aperta. Così uno dei carabinieri riesce ad arrampicarsi per poi entrare nell’abitazione. La scena che si trova davanti è quasi inverosimile: due giovani sono distesi sul pavimento e si stanno picchiando. I ragazzi vengono subito divisi. E dai successivi accertamenti viene fuori che uno di loro è destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Imperia. (g.let.)

