«Primari raccomandati con i... pizzini»

22 Maggio 2015

Asl, da oggi Zavattaro cerca un nuovo lavoro. Ma prima di andare via risponde così alla domanda su pressioni politiche

CHIETI. Manager Zavattaro. Anzi ex manager. D’Alfonso ieri ha deciso di tagliare le gambe ai dg della Asl: chi non c’entra l’80 per cento degli obiettivi se ne va a casa. Sembra fatto apposta per lei?

«Sinceramente non mi preoccupa. Ormai sono l’ex manager della Asl di Chieti. La delibera si riferisce all’anno 2015: sarà un problema per chi verrà dopo di me».

Sempre ieri, la giunta ha nominato la commissione di esperti che dovrà scegliere i nuovi manager. E’ un altro schiaffo che le rifilano?

«Le rispondo che anche questa delibera non m’interessa. E’ solo un loro problema. Vede, hanno risposto in 144 al bando per creare l’albo dei manager della Asl. E’ un numero enorme per quattro posti in Abruzzo che diventeranno due oppure solo uno. Si erano incartati e, in qualche modo, ne devono uscire».

E lei come ne esce? Si è dimesso dalla Asl a partire dal 13 giugno prossimo. Non è che ha già un altro posto di lavoro certo? Andrà a lavorare in un’altra Asl? O farà dietrofront ritirando le dimissioni?

«Non ho alcun posto di lavoro certo. Ma ho preso la mia decisione e non torno indietro anche se non riesco a capire i motivi che hanno spinto questa giunta a schierarsi contro di me. Davvero non li capisco anche se ho qualche sospetto. Le rivelo che domani (oggi, ndr) ho un colloquio di lavoro così come non escludo di tornare in Bocconi dove per me le porte sono sempre aperte. In parole semplici sono un ex manager Asl in cerca di un posto».

Ma davvero non individua il motivo dell’ostracismo verso di lei?

«No, le assicuro che non ne ho la minima idea»,

Le ripropongo la domanda ma sotto un’altra forma. Le ha le valigie già fatte, va via con qualche rancore e una curiosità ce la deve togliere. Solo una. Come direttore generale dell’azienda sanitaria pubblica più grande e importante d’Abruzzo ha mai ricevuto, nell’ultimo anno, pressioni politiche per questo o quel primario da raccomandare?

«Guardi, a questa domanda proprio non posso rispondere».

Oddio, una riposta di questo genere equivale a un chiaro sì. Insisto. Anzi facciamo la stessa domanda a taccuino chiuso. Mai avuto pressioni politiche alle quali ha risposto di no e il suo no le è costato il posto di lavoro al vertice della Asl?

«Diciamo che in ospedale girano pizzini... Ma non mi chieda di più perché non le rispondo».

Pizzini, raccomandazioni, segnalazioni, spintarelle? Da chi e per chi li ha ricevuti?

«No, guardi, io personalmente non sono stato interessato da questo tipo di richieste altrimenti le assicuro che sarei subito corso a denunciare il fatto all’autorità giudiziaria».

Se i pizzini non sono arrivati a lei personalmente saranno finiti nelle mani di chi le era vicino. Anche in questo caso però aveva l’obbligo di denunciare la raccomandazione, sotto forma di pizzini che, non so perché, evocano sempre qualcosa di brutto. Perché non lo ha fatto?

«Le rispondo che secondo me non sono episodi documentabili. Né ritengo che siano stati i pizzini a determinare le mie dimissioni dalla Asl. Diciamo che non erano nulla di rilevante. Ma ora non le dico più niente».