Primari, va via anche D’Arcangelo

Ospedale. In pensione il responsabile di radiologia, c’è attesa per i nuovi bandi
LANCIANO. Asl e Regione un anno fa, all’inaugurazione della Tac, avevano promesso di coprire i tanti primariati vacanti all’ospedale Renzetti entro l’estate; in realtà finora solo due concorsi sono stati chiusi: quello di cardiologia-Utic, unità affidata ad Enrico Di Girolamo, e quello di neurologia andato a Maurizio Maddestra, che poteva essere nominato già tre anni fa. Ma, in questi giorni, si stanno sbloccando i bandi per contribuire a dare stabilità tanto attesa all’ospedale, che vede l'assenza di una decina di direttori. In dirittura di arrivo è il concorso per la chirurgia e medicina d’urgenza: 4 i nomi in graduatoria per il manager Thomas Schael. Per il primariato di ostetricia e ginecologia ci sono tre ammessi e il sorteggio della commissione, per pediatria c’è l’avviso per la sostituzione che scade il 9 dicembre mentre per chirurgia generale è stato fissato il colloquio il 7 dicembre e sono in 8 a partecipare. Doppio bando per radiologia: sia per la sostituzione che è scaduta ieri, sia per l’incarico quinquennale: 6 gli ammessi e si è al sorteggio della commissione. Quest’ultimo duplice bando arriva perché il primario facente funzioni Mario D’Arcangelo è andato in pensione lo scorso 1° dicembre. Un altro perno dell'ospedale che lascia dopo quasi 25 anni passati tra le corsie del Renzetti lui che, originario di Chieti, ha scelto anche di vivere a Lanciano. Laureato nel 1986 specializzato 1990 a Chieti, D’Arcangelo, 63 anni, ha lavorato per 10 anni a Domodossola per poi trasferirsi al Renzetti come aiuto primario e dal 2017 direttore facente funzione. «Ho tanti ricordi piacevoli in questo ospedale che ha grande bisogno di personale per poter lavorare», dice il radiologo. «Lascio infatti un reparto che è cresciuto, ma che ha bisogno di rinforzi. Custodirò ricordi bellissimi legati all’arrivo di macchinari attesi, come le due Tac e soprattutto la risonanza che era la punta di diamante della Asl, all’ampliamento delle sale, ma soprattutto ricordi legati al personale con cui ho lavorato, molto professionale e una famiglia. Ricordo anche quelli che non ci sono più, in particolare il dottor Guido Bosco e l’infermiere Filippo Di Nucci». Parla poi dei tanti casi in cui la diagnosi radiologica è servita ad aiutare o a salvare i pazienti, di ricordi simpatici D’Arcangelo che si augura che il suo reparto possa contare sui giovani che ci sono e che possano restare al Renzetti.
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