Primarie del centrodestra Tagliente e la cena con i romeni

11 Marzo 2016

L’ex sindaco spedisce 346 inviti personalizzati alla comunità vastese, ma pochissimi rispondono Giangiacomo accusato di prendere preferenze dal centrosinistra e Zocaro invoca l’unità

VASTO. Incontri, telefonate, tea break e perfino cene con la comunità romena. Pur di vincere la partita delle primarie, in programma domenica nella palestra dei Salesiani, i candidati sindaci del centrodestra non lasciano nulla di intentato.

E' il caso di Giuseppe Tagliente (Unione per Vasto) che l'altra sera ha chiamato a raccolta i 346 cittadini romeni aventi diritto al voto, invitandoli con lettere personalizzate, in un ristorante di via Santa Lucia. Sembra, però, che all'appello dell'ex sindaco abbiano risposto in pochi.

Insomma, nonostante il messaggio di unione e compattezza che si vuole lanciare all'opinione pubblica, il back stage delle primarie rimanda un clima carico di tensione tra Tagliente (Unione per Vasto) e gli altri quattro competitor, Massimo Desiati (Vasto 2016), Guido Giangiacomo (Forza Italia), Incoronata Ronzitti (Popolari per Vasto) e Massimiliano Zocaro (Vasto 2.0). Il clima nel centrodestra è diventato incandescente in questi ultimi giorni in coincidenza con voci, sempre più insistenti, su pacchetti di voti che dal centrosinistra stanno tentando di spostare su un candidato dell'altro schieramento. Chi? Si fa espressamente il nome di Giangiacomo, le cui quotazioni sono decisamente al rialzo. «I voti non sono né di sinistra, né di destra», chiosa il candidato sindaco di FI, "le nostre sono primarie aperte a tutti. Chi va a votare oggi ragiona, legge e vuole esprimere la propria opinione. Per quanto mi riguarda sto conducendo una campagna elettorale pulita, senza chiedere la tessera di partito. Mi "manda Picone" appartiene ad una logica molto vecchia. A chi sceglierà la mia persona posso solo garantire che sarò il sindaco di tutti», conclude Giangiacomo.

Tra i competitor, comunque, cresce la preoccupazione per l'inquinamento dei voti. Emblematica la frase postata su Facebook da Zocaro. «Il voto dato alla mia persona sarà libero, spontaneo e non inquinato da agenti esterni», sostiene il candidato sindaco di Vasto 2.0 che insieme agli altri ha lanciato un appello agli elettori.

«Abbiamo raccolto la sfida per ridare speranza e voce ad un popolo finito ai margini, per ridare speranza e voce ad una città che merita di essere rilanciata, di essere ricollocata al centro della politica regionale che conta», affermano i cinque candidati, «dopo le incomprensioni e le divisioni del passato, che hanno consentito alla sinistra, storicamente minoritaria a Vasto, di amministrare per ben dieci anni, siamo uniti e coesi prima del voto, come saremo uniti e coesi dopo il voto. Abbiamo un progetto comune di sviluppo, abbiamo una classe dirigente responsabile, efficiente e competente. Abbiamo un sogno: tornare a far splendere Vasto. Vogliamo esaudirlo con il vostro voto, con la vostra legittimazione. Vi aspettiamo domenica. Da lunedì, al fianco del candidato premiato, lavoreremo tutti insieme per cogliere la vittoria più importante, quella delle elezioni comunali di giugno. Tocca a voi scegliere il nuovo sindaco di Vasto, il sindaco in grado di cambiare e rilanciare la città».