Primavera in vantaggio sui seggi

Camera di Commercio, sveliamo i “numeri” delle associazioni: gli industriali salgono, Scastiglia cala
CHIETI. Chi vincerà la ricca partita della Camera di Commercio di Chieti? In anteprima sveliamo i numeri della associazioni. Sono pronti per essere inviati a Luciano D’Alfonso, ma ancora coperti da segreto. Le notizie però trapelano. E il “piano di consistenza di rappresentanza associativa”, cioè il documento che decide forze in campo, seggi e quindi il nome del dopo-Silvio Di Lorenzo, viene svelato nella sostanza. Eccola. Gli industriali di Paolo Primavera, il candidato accreditato alla vittoria, salgono. La Cna di Letizia Scastiglia cala.
I ben informati descrivono questo quadro che s’avvicina molto alla realtà: la Cna avrebbe perso un seggio passato all’Upa Pmi che ora ne ha 3. Questi, con i sei seggi degli industriali e il seggio espresso dal settore Trasporti, portano a dieci il capitale di base di Primavera. Sul fronte opposto, quello di Rete Imprese Italia, il carniere non supera quota 9 con l’handicap extra del frazionamento della candidature alla presidenza, che sono troppe: Scastiglia (Cna), Marisa Tiberio (Confcommercio) ed Enzo Giammarino (Confesercenti). Ma stando sempre ai ben informati, altre cinque associazioni avrebbero giurato fedeltà al presidente di Confindustria che, scampato il pericolo si restare fuori dalla portone con la fusione Chieti-Pescara, ora punta a fare l’assopigliatutto perché può contare sui 4 seggi degli agricoli e della Coldiretti, sui due del sindacato (tocca alla Uil questa volta) e dei consumatori e sul seggio di Confcooperative. Se si pensa che, per essere eletti presidenti, occorrono 19 preferenze (su 28) alla prima votazione ma ne bastano 15 alla terza, non serve il mago Silvan per fare previsioni. Meglio però non lanciarsi in fughe in avanti. Lo insegna lo stop improvviso, dovuti ad accordi trasversali dell’ultimora, che ha segnato il piano fusione tra due province eternamente rivali. Sembrava cosa fatta, con il pescarese Daniele Becci già presidente in pectore e quartier generale della gran de Camera di Commercio al Foro Boario (targato Ch), ma il progetto è fallito rimettendo in corsa Primavera per una poltrona di velluto nell’ente camerale teatino. Ora la sfida si gioca in casa. E il Piano di consistenza che anticipiamo precede di poco più di un mese il consiglio camerale che sceglierà i nuovi vertici. Una volta recapitato all’assessorato regionale alle Attività produttive, il piano entra in dirittura. Toccherà al governatore D’Alfonso firmare, nel giro di 10 giorni, il decreto che assegna i 28 seggi alle associazioni. Da quel momento parte il conto alla rovescia per la convocazione del consiglio. Ma, se il quadro corrisponde a quello trapelato ieri, i giochi sono già fatti. Salvo complicazioni.

