Primo no al progetto da 16 milioni «Ha un forte impatto ambientale»

Ortona, il capogruppo di Sel invita gli altri consiglieri a valutare con cautela la proposta della Tosto srl Nel mirino di Ortona Democratica finisce il palazzo che verrà realizzato: è una colata di cemento
ORTONA. L'investimento da 16 milioni di euro che la Società Tosto srl ha presentato all'amministrazione comunale di Ortona per riqualificare l'area delle ex fornaci, nella zona Saraceni, non convince tutti. È il consigliere di Sel - Ortona Democratica, Patrizio Marino, ad esprimere perplessità sui possibili lavori da realizzare sul lotto di circa un ettaro e mezzo, di proprietà della stessa Società Tosto srl, che prevedono la costruzione di novanta appartamenti, parcheggi pubblici e opere importanti che darebbero un nuovo volto a quella zona a due passi dal mare. «Invito i consiglieri comunali a riflettere bene sulla proposta, perché dovremo esprimerci in consiglio comunale sulle varianti. Saremo, cioè, chiamati a fare scelte che segneranno Ortona per i prossimi decenni, dato che l’edificato proposto avrà un forte impatto visivo, paesaggistico e ambientale su un luogo delicato della costa ortonese», commenta Marino. L'assemblea comunale dovrà valutare se dar seguito ad una variazione del piano regolatore generale, dando così modo al privato la possibilità di concretizzare il proprio progetto. L'idea di riqualificazione dell'area, infatti, oltre a parcheggi pubblici, una pista ciclabile, un ponte aereo pedonale che permetterebbe un accesso diretto alle spiagge, prevede la costruzione di una struttura residenziale di quattro piani, alta sedici metri, troppi per quel territorio secondo le norme dell'attuale prg. «Esprimiamo le nostre perplessità sul progetto», spiega il capogruppo di Sel - Ortona Democratica, «in particolare non ci convince il palazzo che verrà realizzato, proprio perché modificherebbe il panorama sia dal mare che dall’interno. Siamo favorevoli a che l’area della ex fornace sia definitivamente bonificata con progetti di sviluppo turistico sostenibile, che ben si possano armonizzare con lo spirito dell’istituendo Parco della Costa teatina». Poi Marino aggiunge: «Nelle previsioni del prg si presume un intervento unitario con un piano di lottizzazione di iniziativa pubblica o privata, mentre quello di Tosto non lo è, perché riguarda solo metà dell'area, visto che l’altra metà è di proprietà di Raffaele Buzzelli. Sarebbe quindi auspicabile una concertazione tra i due proprietari per un progetto unitario». Ed ancora: «Altro motivo per la richiesta di variante al prg riguarda l’indice di fabbricabilità territoriale, il rapporto tra il volume realizzabile e la superficie totale del lotto, al lordo di strade, parcheggi, verde.
Nell'intervento della società Tosto è in programma un indice territoriale raddoppiato rispetto alle previsione del prg. In tutto questo la colata di cemento proposta oscurerebbe la visuale del Colle Costantinopoli». Detto ciò Patrizio Marino conclude lanciando un appello ai consiglieri comunali: «Penso che dovremmo richiedere con forza che non si deroghi alle altezze e che si realizzino fabbricati che si armonizzino meglio con il luogo. Ricordiamo che da lì è previsto l’inizio della pista ciclabile, la cosiddetta Via Verde, che si snoderà lungo la costa fino a San Salvo».

