Pro loco insieme, parte l’Eco della Maiella
Presentato a Filetto il periodico in rete con l’obiettivo di far conoscere i nostri paesi in tutto il mondo
FILETTO. E' qui la prima Pro loco che mette in soffitta comunicati stampa e richieste ai giornali, online e non, di dare notizie su avvenimenti e iniziative.
Per fondare da sè un organo di informazione che parlerà di territorio in chiave di promozione culturale e turistica, fonte diretta di dati e spunti tanto per i professionisti quanto per i viaggiatori. E' nato così L'Eco della Maiella (www.lecodellamaiella.it), giornale in rete con l'obiettivo dichiarato di servire un pubblico appassionato di informazione locale e desideroso di esplorare attraverso monitor e smartphone il grande comprensorio dalla Maiella all'Adriatico, preludio a viaggi di scoperta o riscoperta di centri storici, paesaggi e manifestazioni nell'arco dell'anno. L'altro ieri sera L'Eco è stato presentato all'ex Sepolcro, nel cuore del paese che a quasi 500 metri di altitudine guarda al massiccio della montagna.
Occasione per un mini convegno sul valore del giornalismo locale, l'incontro è stato coordinato da Stefano Di Rado, presidente della Proloco filettese, editore della testata e ideatore del primo giornale promosso e avviato da una Pro loco, mentre ospiti d'onore erano fra gli altri il presidente dell'Ordine dei gionalisti d'Abruzzo Stefano Pallotta, il vice caporedattore de Il Centro Lorenzo Colantonio e l'attore e regista Fabio Di Cocco, fondatore del Teatro del giardino e autore di "Dove nascono le nuvole", fresco di stampa per i tipi di Armando Curcio Editore.
In rappresentanza dell'Unpli, l'Unione delle Pro loco italiane, ha parlato il coordinatore teatino Gianni Di Prinzio,entre gli obiettivi sono stati descritti dal direttore responsabile Francesco Blasi e dai webmaster Michele D'Errico e Gianni Dell'Arciprete della Delineavit. «Anche le piccole realtà locali, come i fatti di interesse più o meno grande che ogni giorno vengono diffusi con qualsiasi mezzo», ha detto Pallotta, «necessitano del giornalista, la figura fondamentale e imprescindibile per selezionare, decodificare e porgere con un senso compiuto la realtà ai fruitori dell'informazione, oggi vittime di un flusso magmatico che dalla rete rischia ogni giorno di disorientare le menti meno preparate».
Colantonio ha paragonato l'esordio dell'Eco, alla saga della nuova Lilliput fatta vivere da Luciano Russi, fondatore dell'Università di Teramo cui riuscì anche il miracolo di portare per una stagione il suo piccolo Castel di Sangro a competere con i giganti del calcio italiano.
«E' come il mondo di Lilliput», ha detto il giornalista, «la cui voglia di crescere partendo dal suo piccolo ambito è talmente grande da essere in grado di raggiungere un numero enorme di lettori, visto il potenziale di internet che oggi scavalca agevolmente i confini fisicamente proibiti alla carta stampata per dialogare anche con continenti lontani come l'Australia e le Americhe. Lilliput traccia la parabola possibile del piccolo Abruzzo che coglie l'occasione di balzare all'onore delle cronache nazionali».

