Processo a sansificio e biomasse 46 cittadini chiedono i danni

Prima udienza per gli imprenditori Vecere accusati di reati ambientali per gli impianti di Treglio Il giudice ha ammesso come parti civili anche il Comune e l’associazione Nuovo Senso Civico
TREGLIO. Il Comune di Treglio, 46 cittadini e l’associazione Nuovo Senso Civico sono parte civile nel processo che vede imputati gli imprenditori Antonio ed Enrico Vecere, titolari della centrale a biomasse e del sansificio di Treglio. Impianti sotto sequestro da gennaio per violazione delle norme ambientali con inquinamento atmosferico, attraverso l’emissione di monossido di carbonio triplo rispetto al dovuto, e illecito smaltimento delle ceneri. Una cinquantina le persone comuni, oltre a Nsc e all’amministrazione, ammesse dal giudice del tribunale di Lanciano, Andrea Belli, alla costituzione di parte civile.
IL PROCESSO. La decisione, dirompente in ambito locale e regionale, è stata presa ieri mattina nel primo giorno del processo (la seconda udienza è fissata al 15 febbraio) per reati ambientali che riguarda gli impianti di Treglio. Non accade spesso che persone comuni, residenti in un territorio oggetto di indagini e al centro di un processo penale, possano agire in giudizio. Questo significa che, da subito, gli ammessi alla parte civile possono chiedere un risarcimento immediato per danni, al di là dell’esito della controversia. In più, nell’ambito del processo penale, possono contribuire alle indagini.
NUOVO SENSO CIVICO. Straordinaria anche la decisione di ammettere un’associazione come parte civile. «È forse la prima volta in Abruzzo che si verifica una circostanza del genere», commenta soddisfatto il presidente Alessandro Lanci, «nemmeno per il processo di Bussi le associazioni ambientaliste erano state ammesse». In giurisprudenza è una circostanza rara, ma non unica (accade ad esempio per l’associazione Libera nei processi di mafia). L’ammissione di un’associazione ambientalista può essere sia per la tutela del diritto assoluto all’ambiente salubre, in considerazione di una dimensione collettiva di cui le associazioni ambientaliste e di difesa dei diritti si fanno portavoce, sia per la protezione del diritto della personalità per il discredito derivante alla propria sfera funzionale.
GLI IMPIANTI. Gli impianti restano intanto sotto sequestro. Il sansificio, di cui uno dei tre camini è stato riacceso in regime di attività controllata per effettuare dei test sui limiti di emissione dei fumi, verrà ispezionato domani dai tecnici dell’Arta e da un tecnico di parte di Nuovo Senso Civico e Comune di Treglio. La notizia dell’ammissione dei cittadini alla parte civile è stata in parte “sporcata! dall’annuncio delle ispezioni di domani al sansificio Vecere. «È come se si avvisasse un automobilista recidivo nelle infrazioni che un tale giorno ci saranno i controlli delle forze dell’ordine in una determinata strada», commentano i residenti di Treglio, «e poi non ci fidiamo dell’Arta. Per 40 anni ha accettato le autocertificazioni di Vecere: con ogni probabilità l’esito di queste analisi è scontato». L’unica cosa che i residenti vorrebbero, invece, è che gli impianti fossero spenti per sempre, carte, leggi e burocrazia a parte, e lo chiedono anche attraverso striscioni appesi in tutto il paese. «Abbiamo visto la differenza», commenta un tregliese, «per dieci mesi abbiamo respirato, ora non più».
IL SINDACO. «La battaglia a questi impianti continua», ribadisce Massimiliano Berghella, «abbiamo finalmente iniziato un iter legislativo e di tutela penale per quanto riguarda le conseguenze sanitarie e ambientali di queste attività, non ci fermeremo. Ci dobbiamo attenere però alle leggi, che ci dicono che le ispezioni sono sempre annunciate. Ma posso dire fin da ora che ci opporremo a qualsiasi istanza di dissequestro degli impianti».
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