Processo Ellenika, sentenza attesa venerdì

18 Settembre 2024

Concluse le arringhe dei difensori dei 15 imputati accusati di gestire lo spaccio di droga nel Vastese

VASTO. Affari di droga nel Vastese: fra due giorni la sentenza del processo a 15 imputati coinvolti nella maxi operazione Ellenika. Dopo due giorni di lunghe e infuocate arringhe difensive, ieri poco prima delle 13 il tribunale di Vasto (presidente Bruno Giangiacomo, a latere Stefania Izzi e Silvia Lubrano) si è ritirato in camera di consiglio. Il presidente ha anticipato che il dispositivo non verrà letto prima di venerdì alle 15.30. Troppo delicata la vicenda, tanti gli elementi da valutare. L’operazione Ellenika venne condotta dei carabinieri del Ros. Si concluse con il sequestro di due quintali di eroina e lo smantellamento di un vastissimo traffico internazionale di stupefacenti. A luglio, al termine della requisitoria, la pubblica accusa rappresentata dal pm Giancarlo Ciano aveva chiesto per i 15 imputati un totale di 187 anni di carcere. Lunedì e ieri mattina gli avvocati Fiorenzo Cieri, Marisa Berarducci e Danilo Leva, facenti parte con altri colleghi arrivati da fuori regione del gruppo di difensori, hanno cercato di smontare il castello accusatorio e alleggerire la posizione dei loro assistiti insistendo sull’inesistenza nel Vastese di una cellula albanese di un’organizzazione di spaccio internazionale. Le arringhe hanno insistito sulla insussistenza dell’associazione non essendo ravvisabile, a loro dire, alcun sodalizio criminoso con gerarchie ben delineate per operare nel territorio. Ribadita la inutilizzabilità a detta della difesa delle intercettazioni.
La vicenda giudiziaria è uno dei processi più importanti e delicati sugli affari di droga nel Vastese. L’accusa per i 15 imputati è di aver gestito, a Vasto e dintorni, fiumi di droga che provenivano dai Balcani. Inizialmente le persone coinvolte nell’operazione erano 71. A Pescara sono stati condannati 45 imputati per un totale di 312 anni di reclusione. A Vasto i 15 imputati sono per lo più albanesi ma ci sono anche romeni e italiani. Le ordinanze di custodia vennero disposte dalla procura distrettuale antimafia dell’Aquila per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di beni. Gli arresti furono eseguiti in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Albania e Kosovo.
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