Processo sequestro: chiesto trasferimento da Chieti a Lanciano
SAN SALVO. È durata pochi minuti la prima udienza sul sequestro a scopo di estorsione di un operaio di 29 anni di San Salvo. Gli avvocati Giovanni e Antonello Cerella, difensori di Mirko Cortinove,...
SAN SALVO. È durata pochi minuti la prima udienza sul sequestro a scopo di estorsione di un operaio di 29 anni di San Salvo. Gli avvocati Giovanni e Antonello Cerella, difensori di Mirko Cortinove, 42 anni, di San Salvo (l’altro imputato è Luciano Marinelli, 29 anni, di San Severo), hanno contestato la competenza territoriale della Corte d’assise di Chieti, ritenendo giusta la competenza di Lanciano. Gli atti sono stati, quindi, rimessi alla Procura che ora dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta. Se così fosse fra qualche mese gli imputati dovranno comparire davanti ai giudici dell’Assise frentana.
Gli imputati, a maggio 2015, avrebbero costretto un giovane di San Salvo a seguirli in Puglia, tenendolo in ostaggio per cinque giorni, chiuso in un capannone. Approfittando di un momento di distrazione dei sequestratori, F.B. riuscì a scappare e a chiedere aiuto ai carabinieri. Sulla vicenda ha indagato la Dia (Direzione distrettuale antimafia) dell’Aquila. La vittima pare fosse in debito con gli imputati di 8mila euro. I due rischiano una condanna a 24 anni di carcere. Il pubblico ministero dell’Aquila, Antonietta Picardi, lo scorso luglio ha interrogato il sansalvese indagato. (p.c.)

