Prof assenteista, il caso finisce in Procura

Il rettore Caputi presenta denuncia sul docente che non ha fatto lezione per tre anni e manda gli atti del procedimento disciplinare
CHIETI. Il caso del professore assenteista finisce in Procura. A mandarcelo è la stessa università d’Annunzio che sul docente del corso di laurea di Fisioterapia ha aperto un’inchiesta disciplinare. Il rettore Sergio Caputi ha deciso di inviare gli atti del procedimento avviato sia alla Procura di Chieti che a quella regionale della Corte dei conti.
L’ESPOSTO DEGLI STUDENTI. La vicenda è partita il 18 gennaio scorso a seguito di una denuncia al rettore da parte di 29 studenti di Fisioterapia. Nell’esposto si parla di «possibili connivenze, irregolarità e ingiustizie». Gli studenti fanno riferimento alle attività che spettano al docente e anche al comportamento di una docente che non avrebbe più avuto titolo di stare a Fisioterapia, non avendo più contratto con la d’Annunzio. La docente, invece, non solo continuava a restare lì, ma prendeva anche decisioni che non le competevano più. Come quando si era presentata a un esame in cui non aveva diritto di giudicare i ragazzi. O come quando si sarebbe occupata delle carriere di ragazzi che, come lei, non appartenevano alla d’Annunzio. Il tutto sarebbe stato avallato dal potente professore finito sotto provvedimento disciplinare. Tra le diverse accuse nei confronti del prof c’è anche quella sul fatto che il docente, scrivono gli studenti nella denuncia, «ci risulta che sia solito non presentarsi mai direttamente a lezione nel corso dell’intero triennio».
LA COOPERATIVA. Il procedimento disciplinare ha anche acceso i riflettori anche su un altro aspetto del caso: la gestione della cooperativa che si occupa del servizio di riabilitazione alla d’Annunzio. La cooperativa, creata nel corso degli ultimi 22 anni, attraverso un contratto d’affitto con la d’Annunzio per i locali del Ciapi, si occupa della riabilitazione a pagamento dei pazienti e lo fa attraverso attrezzature di ultima generazione. L’esperienza con macchinari d’eccellenza e pazienti, permette di unire ricerca scientifica ed esperienza clinica, tutto a vantaggio degli studenti. Per la d’Annunzio è sicuramente un fiore all’occhiello, che però stava rischiando di saltare proprio a causa della situazione che si era venuta a creare. Il lavoro della cooperativa viene portato avanti da 13 fisioterapisti, che sono docenti e tutor del corso di laurea. È dunque normale che le irregolarità nella gestione del corso di laurea si ripercuotessero anche all’interno della cooperativa. Dove si capisce che qualcosa inizia a non andare bene da un anno a questa parte. Infatti gli introiti iniziano visibilmente a scendere. Tutor e docenti cercano, però, di non mostrare agli studenti le loro preoccupazioni. E così sembra che anche loro vogliano coprire le irregolarità riscontrate. È a questo punto che decidono di rivolgersi al rettore. Che, di fronte a un esposto dettagliato, non può far altro che aprire un’inchiesta.
L’ESAME DI TIROCINIO. La goccia che ha fatto traboccare il vaso c’è stata lo scorso 15 ottobre, quando la docente che non avrebbe dovuto più stare alla d’Annunzio si presenta a fare un esame di tirocinio e mette pure voti bassissimi. A questo punto gli studenti decidono di parlare e tirano fuori la questione dell’assenteismo del prof, le irregolarità relativa a studenti di altre università e i problemi con le tesi. E si accendono anche i riflettori sulla cooperativa che gestisce i servizi di riabilitazione.
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