Prof, medici e legali salgono sul palco per le missioni in Africa

Stasera lo spettacolo per sostenere la fondazione Ada Manes Andriani: con la beneficenza curiamo i bimbi nelle terre povere
CHIETI. «Vogliamo portare la chirurgia pediatrica lì dove non esiste perché non è giusto che ci siano bambini che hanno tutto e altri bambini che non hanno niente soltanto perché sono nati in posti diversi del mondo». È questa la missione di Maria Grazia Andriani, per 38 anni chirurgo pediatrico all’ospedale di Pescara e adesso presidente della fondazione Ada Manes con l’obiettivo di «facilitare le terapie chirurgiche rivolte ai bambini di ogni luogo e provenienza sociale».
MISSIONE IN TANZANIA «Dopo la battuta d’arresto per l’emergenza Covid, che ci ha costretto a bloccare le missioni nelle terre povere, da gennaio ripartiremo e lo faremo dalla Tanzania», annuncia Andriani, «il nostro non è uno stile coloniale: quando andiamo sul posto, operiamo i bambini, li assistiamo, facciamo formazione ai chirurghi locali e al resto del personale e lasciamo loro strumenti e attrezzature».
ATTORI PER SOLIDARIETÀ E stavolta sarà possibile anche grazie all'impegno della Compagnia della Luna, un gruppo di professionisti di Chieti, tutti ex studenti del liceo classico Vico, che, questa sera alle 21 all’auditorium Sirena di Francavilla, portano in scena lo spettacolo “Tutta colpa della luna”. Sul palco, per una rivisitazione di un pezzo dello scrittore teatino Andrea Cosentino, insieme alla dottoressa Andriani ci sono insegnanti, commercialisti e avvocati con la passione per la recitazione: Tonita Di Nisio, Fiorella De Luca, Brunello Menozzi, Domenico Di Cola, Nicola Palmieri, Marinella Vergilj, Donato Mascia, Ada Andriani, Vincenzo Di Giandomenico, Stefano Marchionno e Monia Scalera.
CHIRURGHI E BAMBINI La fondazione è nata nel 2015 grazie a un lascito di Ada Manes affidato alle mani di Andriani: «Affido a lei i miei risparmi, in modo che possano arrivare ai più deboli. Non ho eredi. So che troverà il modo giusto per destinarli a chi ha più bisogno», questo il testamento della benefattrice. E da allora la fondazione ha fatto venti missioni in Africa e ad Haiti con un bilancio di 900 bambini operati e 6mila visite eseguite. «Il problema di questi paesi», spiega Andriani, «è l’assenza di chirurghi pediatrici: qui ne abbiamo uno ogni 50mila abitanti mentre lì soltanto uno ogni oltre due milioni di persone. Ma ci sono patologie particolari che richiedono tecniche specifiche e, per questo, fare formazione è fondamentale: solo così si può creare una catena virtuosa e dare la possibilità anche ai bambini dei paesi poveri di avere accesso alle cure di cui hanno bisogno e che meritano. Ho sempre pensato che la sperequazione delle cure sia profondamente ingiusta. In Africa si vive nell’indigenza più assoluta, le mamme ci consegnano i loro bambini con fiducia e ci abbracciano con riconoscenza. Purtroppo, per la paura del Covid, tante madri non hanno portato i loro figli in ospedale e questo provoca diagnosi tardive e cure sempre più difficili che si sommano a mancanza di medici, di strumenti e di farmaci».
L’APPELLO Il team della fondazione Ada Manes in missione è composto, di solito, di due chirurghi, due infermieri e un anestesista: «È uno staff completo per la formazione dell’intero personale», dice Andriani che lancia un appello alla solidarietà: «Per andare avanti serve la generosità di tutti: abbiamo bisogno del 5 per mille, di piccole donazioni nei giorni di Natale e anche di questi spettacoli di beneficenza». Insieme alla presidente, il direttivo è composto dal vice Ezio Casale, ex presidente dell’Ordine dei medici di Chieti, e da Carmine Di Ilio e Giuseppe Bernabeo. (p.l.)

