Prof morto per un malore, si cerca lo zaino

24 Agosto 2019

L’autopsia del 45enne esclude l’aggressione, ma mancano borsa, documenti e telefonino. Oggi il funerale alle 17 in cattedrale

LANCIANO. Morte cardiaca improvvisa, per un infarto o un’aritmia. È stato un malore a strappare alla vita Riccardo Iannucci, 45 anni, di Lanciano, professore di lingue, trovato senza vita al Belvedere mare-monti di San Vito Chietino all’alba di mercoledì scorso. Il responso è arrivato dall’autopsia eseguita ieri nell’obitorio di Chieti dal medico legale Marco Piattelli. Restano però altri dubbi da fugare; ad esempio perché era sotto al belvedere, perché senza zaino, cellulare e documenti, seminudo. E bisogna capire se si trovasse solo. Le indagini quindi continuano, affidate dal pm Serena Rossi alla Compagnia carabinieri di Ortona guidata dal maggiore Roberto Ragucci. Oggi, intanto, è il giorno del ricordo e del dolore con il funerale che sarà celebrato alle 17 nella cattedrale della Madonna del Ponte.
L’AUTOPSIA. Iannucci è morto attorno alla mezzanotte di martedì per infarto o aritmia, comunque per un problema cardiaco. Un malore che lo ha colto all’improvviso senza lasciargli via scampo. L’esame autoptico durato diverse ore non ha rilevato segni di violenza, di aggressione e ferite provocate da armi. Non ha riscontrato traumi da precipitazione, come fratture che potevano far pensare a una caduta. Sono stati rilevati dei graffi a braccia, torace e gambe, compatibili con l’area, piena di rovi. Il corpo è stato trovato da un sanvitese intento a fare stretching alle 5,30 di mercoledì. Secondo una prima ricostruzione, quindi, il docente lancianese avrebbe avvertito il malore e si sarebbe accasciato tra gli arbusti. Un quadro che coincide con l’ispezione cadaverica esterna fatta dal medico Piattelli mercoledì mattina che aveva rilevato un edema polmonare che può essere conseguente alla morte cardiaca. Sono stati poi prelevati i tessuti per l’esame istologico e i liquidi per quello tossicologico, il cui responso ci sarà tra circa tre mesi.
LE INDAGINI. Un responso che non consola affatto la famiglia e gli amici sconvolti dalla tragedia, ma che li solleva da altri dubbi, come quello di un’aggressione. Ad ogni modo proseguono le indagini dei carabinieri di Ortona e San Vito perché bisogna capire come Iannucci sia finito sotto il Belvedere, solo con gli slip, con accanto pantaloncini, asciugamento e ciabatte. Se era andato al mare che tanto amava; nell’ultimo periodo si fermava all’eremo dannunziano a fare grandi nuotate. Bisogna capire dove sia finito il suo zaino con i documenti e se era in compagnia di qualcuno al momento della morte. I militari stanno ricostruendo le ultime ore di vita del professore che nell’ultimo anno ha insegnato al De Titta-Fermi, anche se di ruolo era a Roma, e che era stimato dai colleghi e amato dagli alunni. Secondo i filmati delle telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali di San Vito - non solo di corso Matteotti - e delle telecamere del Comune in piazza Garibaldi, acquisiti dai carabinieri, il 45enne non era solo martedì pomeriggio. Dopo e 16 è stato visto in un negozio di elettronica in via per Treglio, cercava un telefonino perché il suo pare fosse stato rubato. Era piuttosto nervoso, forse perché cercava il telefono, ed era in tenuta da mare, con lo zaino in spalla. Da lì si è diretto verso San Vito. Poi lo hanno visto in un bar del paese, assieme ad un amico.
IL FUNERALE. È fissato per le 17 di oggi nella cattedrale della Madonna del Ponte. Il feretro arriverà da Chieti dove ieri la ditta la Farciola e Sigismondi ha allestito la camera ardente. Sarà il momento dell’ultimo saluto a Riccardo, “Ricky” come veniva chiamato, descritto come persona gentile, educata, sorridente, colta, brillante studente prima, soprattutto nelle lingue straniere, amabile professore poi. Persona discreta e sensibile che a volte, ultimamente, si adombrava, ma poi tornava a sorridere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA