Profughi, famiglie accolte in città «Partono i servizi per integrarle»

Un finanziamento ministeriale da oltre 820mila euro permette di aiutare 55 nuclei familiari stranieri Adulti inseriti in percorsi di italiano, i minori tra scuola e sport. Maretti: «A gennaio saremo operativi»
CHIETI . Sono 55 le famiglie che potranno essere accolte a Chieti grazie al progetto finanziato dal ministero dell’Interno nell’ambito del sistema Sai - Sistema di accoglienza e integrazione. Fondi per 826.086,28 euro che serviranno ad avviare servizi e, di conseguenza, il Comune sta predisponendo la gara per l’affidamento del servizio stesso all’operatore che ne risulterà l’aggiudicatario.
Nell’ambito della procedura di gara sono stati nominati Gianluca Del Conte quale Rup del procedimento e Sandro D’Ercole in qualità di supporto al Rup. «Da gennaio saremo operativi», afferma l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti. «La grande novità è che di fatto il Comune di Chieti aderisce alla rete Sai per la prima volta e vede subito approvata la proposta fatta. Una considerazione che dà forza alla nostra azione di accoglienza profughi, che in poco meno di un anno si è rodata velocemente con i corridoi umanitari per i profughi afgani e per quelli ucraini, integrati a scuola e nella vita sociale e culturale cittadina. Chieti è infatti anche la città che a maggio è riuscita ad adottare un’orchestra ucraina, salvando tutti i musicisti e le loro famiglie dalla guerra e dal fronte e consentendo loro di continuare le proprie attività musicali nella residenza artistica del teatro Marrucino».
Il progetto permette di dare accoglienza, quindi vitto, alloggio, copertura sanitaria, scolastica e formazione ai 55 nuclei familiari beneficiari. Gli adulti vengono inseriti in specifici percorsi di italiano o iscritti a corsi di istruzione per adulti, così come i minori nei contesti scolastici del territorio e inseriti nei corsi di allenamento sportivo presenti in città. Il progetto promuove anche percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze teorico-pratiche necessarie per lo svolgimento di specifiche professioni e, a tal fine, «verranno promossi corsi di formazione professionale con qualifica regionale negli enti di formazione accreditati in Regione Abruzzo», aggiunge l’assessore.
«Chi arriverà a Chieti, diverrà parte integrante della comunità cittadina, perché il progetto prevede anche attività di animazione socio-culturale ed educative, realizzate tutte in sinergia con gli enti del terzo settore locali impegnati nell’ambito dell'accoglienza, volte a facilitare il dialogo tra beneficiari e comunità cittadina. Questo perché il progetto vuole costruire un sistema di tutela psico-socio-sanitaria integrato per le persone accolte».
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