«Profughi nelle case di riposo? No grazie»

Il caso. Di Stefano e Febbo contro la decisione di Recubini di accogliere 30 stranieri nell’ex Ipab
CHIETI. Fa discutere il progetto di accoglienza deliberato dal cda dell’istituto San Giovanni Battista, Ipab nato nei primi dell’Ottocento per soccorrere i poveri e che dagli anni Cinquanta accoglie anziani bisognosi di cure. Ora, la struttura di piazza Garibaldi si prepara a dare asilo anche a 30 cittadini stranieri per i quali provvederà a vitto e alloggio. Scelta che non va giù a due esponenti di centrodestra, il senatore Fabrizio Di Stefano e il presidente della commisiione di vigilanza Mauro Febbo entrambi «preoccupati» per una ipotetica trasformazione delle case di riposo in centro di accoglienza per extracomunitari.«In tale progetto pare sia prevista: la fornitura di vitto, l'alloggio, la mediazione linguistica, l'informazione, il primo orientamento all'assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, il servizio di pulizia, la fornitura della biancheria e l'abbigliamento adeguato alla stagione, prodotti per l'igiene personale, un pocket money di 2.50 euro al giorno a persona, e una tessera o ricarica telefonica di 15 euro all'ingresso» interviene Di Stefano «poiché il San Giovanni Battista possiede tutta un'altra funzione, è stato necessario affidare ad un consulente “altamente qualificato ed esperto”, l'incarico di gestire tali attività. MI chiedo se, visto che “dovranno anche essere rispettati i principi e le abitudini alimentari degli ospiti”, se intendono togliere pure i Crocifissi dalla struttura e se cambieranno anche la denominazione al San Giovanni Battista per non turbare la sensibilità degli stessi». Di Stefano sostiene che in questo modo si rischia «di non garantire i servizi di cui la nostra società ha sempre più bisogno». Riflessione che gira alla Regione la quale ha assunto la responsabilità gestionale del «punto accoglienza». «Questa iniziativa messa in piedi dal Cda ha dello sconcertante» rincara Febbo «se pensiamo che sul numero degli accrediti c’è un contenzioso tra lo stesso Istituto e la Regione, ma sopratutto se si tiene conto del balzello messo in piedi dalla stessa Regione con la richiesta della compartecipazione alle famiglie dei più deboli». Lapifario il commento del presidente dell’istituto San Giovanni Battista Dante Recubini:« Aiutiamo il prossimo, lo Stato verserà 330mila euro l’anno per il servizio reso. E In questo modo tamponeremo i bilanci in rosso e metteremo in salvo la struttura che non ripudia affatto le sue origini».

