«Progetto Maltauro, ecco gli interessi da capogiro»

Nuovo ospedale: Febbo (Forza Italia) e Marcozzi (M5S) ribattono a D’Alfonso Messi a nudo i vantaggi che avrà il privato e chiesto un consiglio regionale
CHIETI. Sul project financing Maltauro per la realizzazione del nuovo ospedale spuntano anche tassi di interesse alle stelle. Lo denuncia il presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo aggiungendo un nuovo tassello alle tante criticità già segnalatecirca la realizzazione dell’opera. Il fuoco incrociato dell’opposizione contro il progetto parte anche dai banchi del Movimento 5 Stelle con Sara Marcozzi che chiede un consiglio regionale straordinario sul nuovo ospedale. Opposizioni decise. I due consiglieri regionali teatini rimandano al mittente, cioè a Luciano D’Alfonso, l’accusa di non aver letto attentamente le carte.
TASSO D’INTERESSE. AL 6,25%. Per Febbo una proposta finanziaria con un tasso d’interesse del 6,25%, come si evince leggendo a pagina 24 del project, non sta né in cielo né in terra. «Voglio ricordare che Cassa Depositi e Prestiti concede agli enti e alle pubbliche amministrazioni mutui all’1% mentre Banca Intesa applica un tasso tra l’1,15 e l’1,75%», dice il consigliere portando esempi concreti per far capire anche a chi non mastica bene la materia di cosa si sta parlando.
I VANTAGGI PER IL PRIVATO. Secondo il consigliere regionale di Forza Italia, inoltre, un’attenta lettura della proposta fa emergere anche un altro aspetto che dovrebbe preoccupare non poco: l’alto valore aggiunto che, per il consigliere, si verrebbe a determinare a favore sempre del privato.
«Infatti», dice Febbo, «confrontando la voce “Ricavi da servizi vs Asl” - ovvero quello che la Asl paga alla società di project - e i “Costi per servizi vs Asl” - cioè il costo effettivo che sostiene la società di project - si ottiene un valore aggiunto pari a ben il 19%».
E per spiegare meglio, Febbo porta un altro esempio: «Al 31 dicembre 2022, per costi sostenuti pari a 65.833 euro la società di project avrebbe ricavi pari a 78.574 (costi a carico della Asl), e così sempre fino al 21 dicembre 2046».
REGALO AL PRIVATO? Citando Giulio Andreotti, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”, il consigliere regionale adombra la possibilità di un «regalo al privato». Come spiegare, altrimenti, ancora un’altra «criticità che sarebbe dovuta balzare agli occhi di un attento esaminatore intento a fare gli interessi della Asl e della collettività» e che, invece, pare non essersi accorto di nulla.
Febbo si riferisce all’incremento annuo del costo a carico della Asl per le prestazioni certe: «In ben 30 anni prevedono un incremento costante del 2% annuale! Mi chiedo se questo aumento, in considerazione del difficile momento che stiamo attraversando a livello nazionale e internazionale, sia una semplice “distrazione” o di fatto un regalo al privato».
ANTIECONOMICO. «Di fatto», conclude Febbo, «ci troviamo di fronte alla relazione presentata dallo studio legale McDermott Will&Emery che preclude la possibilità di prevedere l’affidamento in concessione di servizi ulteriori e diversi rispetto a quelli strettamente connessi alla gestione dell’opera i cui lavori di costruzione sono oggetto del medesimo contratto di concessione, mentre dall'altra parte c’è una proposta che a questo punto è da considerarsi come anti economica per il pubblico».
PROGETTO NON FATTIBILE. E’ la conclusione a cui arriva il Movimento 5 Stelle circa fattibilità del progetto in quanto, sottolinea Marcozzi, «il nuovo codice degli appalti introduce la distinzione fra “Concessione di lavori” e “Concessione di servizi” precludendo la possibilità di prevedere la concessione di servizi diversi da quelli strettamente alle gestione dell’opera i cui lavori di costruzione sono oggetti del medesimo contratto di concessione; concetto oltretutto ribadito anche dal parere legale richiesto allo Studio McDermott, Will & Emery”. NUMERI A CASO. Anche per Marcozzi, inoltre, c’è la sensazione che né D’Alfonso né il direttore Asl, Pasquale Flacco, abbiano letto attentamente la proposta di finanza, tanto che alcuni numeri sembrano al consigliere buttati lì un po’ a caso.
L’esponente dei 5 Stelle corregge qualche errore: «II totale dei canoni che la Asl sborserà all’Ati capeggiata dalla Maltauro è pari a 3,2 miliardi e non, come erroneamente riportato dal presidente D’Alfonso, 3 miliardi. Non trattandosi di soldi suoi, probabilmente li tratta con approssimazione, ma 200 milioni di euro sono esattamente la somma che occorre per costruire il nuovo ospedale, non proprio spiccioli. La concessione è di anni 30 e non 25 come dice D’Alfonso».
SPRECO DI DENARO. Altre “imprecisioni”: «Quanto alle dichiarazioni imprecise circa l’invarianza di costi per la Asl», continua Marcozzi, «ricordiamo al presidente D’Alfonso che fra interessi di mora che pagheremo alla società che gestirà il progetto, tasse sul reddito della stessa, costi di gestione della società di scopo e guadagni della società, affidandosi alla finanza di progetto la Asl in 30 anni spenderà circa 800 milioni di euro in più. 800 milioni che corrispondono al vantaggio che il privato ricaverà dall’affare».
RISCHIO DEFAULT. Per Marcozzi c’è il forte rischio default per l’intera Amministrazione regionale: «Quest'opera, se approvata, condannerà l'Abruzzo ad una lenta agonia che porterà la Regione al default, come sta già avvenendo per la Regione Veneto, che si trova oggi sommersa dai debiti per dover ammortizzare ben tre strutture ospedaliere realizzate in project financing una decina di anni fa. Con gli 800 milioni di euro di spesa in più si potrebbero costruire quattro nuovi ospedali», conclude il consigliere annunciando la richiesta di un consiglio straordinario sul tema.

