Pronto soccorso chiuso di notte Il sindaco diffida Asl e Regione

23 Ottobre 2024

CASOLI. «Difendiamo il Punto di primo intervento e il diritto alla salute tutelato dalla Costituzione, i sindaci e i cittadini dell’Aventino sono pronti alle barricate». Il sindaco di Casoli, Massimo...

CASOLI. «Difendiamo il Punto di primo intervento e il diritto alla salute tutelato dalla Costituzione, i sindaci e i cittadini dell’Aventino sono pronti alle barricate». Il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, chiama a raccolta il "suo" territorio e promette di essere disposto a lottare fino in fondo per il diritto alla salute. In una lettera inviata, tra gli altri, al direttore generale della Asl, Thomas Schael, al presiedente della Regione, Marco Marsilio, e per conoscenza al prefetto di Chieti, Gaetano Cupello, Tiberini diffida «formalmente dal procedere con la chiusura notturna del Ppi comunicata lo scorso 9 ottobre. Ogni conseguenza negativa sulla salute della popolazione sarà vostra responsabilità».
Il Ppi (postazione territoriale della rete dell'emergenza-urgenza, presso cui operano i medici dell'emergenza territoriale) è stato fondamentale, anche nelle ore notturne, per Casoli e i comuni vicini come Altino, Gessopalena, Torricella Peligna, Civitella Messer Raimondo e altri. «Personalmente», testimonia il primo cittadino di Casoli, «so cosa significhi avere un servizio rapido e pronto a intervenire in caso di urgenza. Ridurlo significherebbe allungare i tempi d'intervento, con tutte le conseguenze che ne derivano. È assurdo pensare che si possa “risparmiare” sulla salute, soprattutto quando il risparmio potrebbe essere annullato dai costi aggiuntivi per il 118. È fondamentale che la popolazione venga informata in modo chiaro e tempestivo su ciò che sta accadendo. Non possiamo aspettare che accada una tragedia per reagire. Privare la popolazione di un servizio essenziale come il Ppi di notte significa esporre migliaia di persone a pericoli enormi. Ogni minuto conta in un’emergenza medica, e ritardare l’accesso ai soccorsi potrebbe costare vite umane».
La popolazione del territorio ha già dimostrato quanto questo servizio sia vitale, raccogliendo oltre 3.000 firme contro la chiusura. I cittadini sono chiari: vogliono mantenere un servizio sanitario h24. «Molti operatori sanitari», assicura Tiberini, «hanno sollevato forti dubbi sul nuovo piano: i medici di continuità assistenziale non hanno le competenze né il supporto per gestire emergenze critiche, soprattutto quando il personale del 118 è già impegnato altrove. Questo non solo espone i pazienti a rischi, ma anche gli stessi operatori a enormi responsabilità medico-legali». (m.d.n.)